Da più di un mese il mondo affronta un lockdown quasi totale. Mai e poi mai ci saremmo aspettati una cosa del genere: frontiere chiuse, spazi aerei chiusi e persone bloccate in un qualche paese del mondo lontano da casa.

Come abbiamo affrontato questa esperienza? Ci siamo unite a un gruppo. Da circa un mese noi di Liberi nel Mondo collaboriamo con il gruppo Facebook Amanutenta viaggiatori bloccati all’estero.

Il gruppo è nato grazie alla buona volontà di Roberta Medda e Francesco Beccu, bloccati rispettivamente nel Borneo malese e a Bali. In pochi giorni hanno raccolto il grido di aiuto di migliaia di viaggiatori bloccati. nel mondo. Abbiamo deciso di aiutare attivamente il gruppo cercando di far fronte in modo particolare alle richieste dei viaggiatori bloccati nelle nostre destinazioni del sud-est asiatico: Birmania, Cambogia, India, Indonesia, Laos, Nepal, Thailandia e Vietnam. Sono i paesi che conosciamo meglio e per i quali il nostro aiuto poteva essere più significativo.

In questo breve racconto di cosa è successo da quando ci siamo imbarcate in quest’impresa cerchiamo di riportare fedelmente quello che abbiamo vissuto .

Viaggiatori bloccati

Abbiamo notato pareri differenti riguardo ai viaggiatori bloccati all’estero ma i commenti più frequenti sono “se la sono cercata”, “non sono rientrati in tempo”, “non dovevano partire”, ecc.

Non neghiamo che anche noi nutriamo perplessità (e, lasciatecelo dire, anche una certa incavolatura) verso chi è partito dall’Italia a fine Febbraio, ma cosa facciamo? Lasciamo le persone in giro per il mondo a causa di un errore di valutazione?

Non si può non tenere in considerazione il fatto che la situazione sia precipitata improvvisamente, in maniera così rapida che spesso non c’è stato il tempo materiale per prendere una decisione. Le frontiere sono state chiuse da un giorno all’altro.

Perché non sono rientrati?

Alcune tra le persone attualmente bloccate all’estero sono viaggiatori di lunga data partiti quando del virus se ne parlava poco.

Già a fine febbraio il nostro passaporto italiano che ci ha sempre regalato un senso di libertà – e forse superiorità – è diventato improvvisamente carta straccia. Le frontiere di molti paesi sono state chiuse agli italiani e spostarsi da un paese all’altro in molti casi è diventato impossibile. È iniziata allora la caccia ai voli di rientro che ha fatto schizzare i costi alle stelle. Non tutti potevano permettersi una spesa così alta.

Ad aggravare la situazione ci sono state la cancellazione di moltissimi voli e il mancato rimborso immediato per chi si è visto cancellare il volo, che a sua volta ha comportato carta di credito al limite e impossibilità di acquistare nuovi voli.

Le cose sono andate ancora peggio a chi aveva acquistato il volo tramite agenzie terze online. Non lo diciamo per tirare acqua al mulino delle agenzie più tradizionali ma è per riportare i fatti.

Chi aveva acquistato il biglietto direttamente sul sito della compagnia aerea o con agenzia di viaggi ha ricevuto una maggiore assistenza.

Chi aveva acquistato il biglietto su siti di terze parti e si è trovato con voli cancellati non ha ottenuto rimborso e ha avuto difficoltà a richiedere il cambio voli. I siti delle agenzie terze spesso erano irraggiungibili o non presentavano la situazione voli in tempo reale; inoltre non consideravano il problema degli scali, diventati molto importanti perché per i possessori di passaporto italiano in alcuni aeroporti c’è anche il diniego di transito (anche se il viaggiatore non è stato in Italia da un anno). Non di rado i siti rimandavano alla compagnia aerea e la compagnia aerea rimandava al sito dell’agenzia.

Altri viaggiatori sono rimasti bloccati perché non avendo un luogo sicuro in Italia dove trascorrere la quarantena hanno deciso di restare dove si trovavano. Gli è andata meglio? Insomma. Anche loro si sono scontrati con varie problematiche, prima tra tutte la scadenza del visto. Quest’incubo è stato risolto pressoché ovunque grazie alla generosità dei paesi che hanno concesso un prolungamento del visto, un emergency visa temporaneo per chi non può far rientro al proprio paese. Poi hanno dovuto affrontare la chiusura di molti hotel e in molti casi il non volere accogliere viaggiatori italiani! Adesso è un po’ cambiato, gli hotel non accettano viaggiatori in generale, ma fino a 20 giorni fa i viaggiatori italiani hanno provato sulla loro pelle l’emarginazione.

Parliamo poi di chi è rimasto bloccato in Australia. Moltissimi giovani italiani si trovano in Australia per lavoro. Lavorano nell’agricoltura o nella ristorazione. Anche lìAustralia è entrata in lockdown: tutto è stato chiuso e in molti si sono ritrovati senza lavoro, visto e soldi. Successivamente il governo australiano ha concesso il prolungamento del visto e uno speciale visto lavorativo in alcuni settori. Date le difficoltà di rientrare in molti hanno deciso di restare.

Come dicevamo molti paesi hanno chiuso le frontiere da un giorno all’altro e spesso non c’è stato il tempo di pensare cosa fare che già era troppo tardi. Pensiamo ad esempio a chi si trova lontano dagli aeroporti principali, difficili da raggiungere durante il lockdown, e quindi attualmente bloccati.

Cos’è Amanutenta

Descriviamo Amanutenta con tre parole: solidarietà, sostegno e collaborazione.

Due sardi – Roberta Medda bloccata in Borneo malese e Francesco Beccu bloccato a Bali – si sono virtualmente incrociati e viste le difficoltà che loro stessi vivevano hanno deciso di aprire una pagina facebook Amanutenta viaggiatori bloccati all’estero. In poco tempo hanno ricevuto richieste di aiuto da tutto il mondo.

La pagina è gestita da una rete di volontari sparsi per il mondo. Noi di Liberi nel Mondo abbiamo subito iniziato a collaborare con loro.

Ognuno offre il proprio aiuto. Grazie ad una rete estesa riusciamo ad avere notizie su voli speciali delle ambasciate, nuove leggi riguardo ai visti, certificazioni richieste per rimpatrio e molto altro. Il gruppo di volontari è formato da nomadi digitali sparsi per il mondo, avvocati, psicologi, agenti e agenzie di viaggio ma maggiormente da persone che vogliono aiutare il prossimo.

Solidarietà

I volontari del gruppo non giudicano chi è partito o chi non è rientrato. Semplicemente aiutiamo e basta e non chiediamo compenso, l’aiuto è gratuito.

Sostegno

I volontari assistono i viaggiatori meno esperti o impauriti, adottano i viaggiatori dedicando il proprio tempo, ascoltando le loro difficoltà e non facendoli sentire soli. Il sostegno va anche a chi è dovuto o ha deciso di restare fuori dall’Italia perché essere lontani magari da soli in un momento del genere può facilmente far cadere nello sconforto.

Collaborazione

Agenti di viaggio e agenzie collaborano insieme senza manie di protagonismo e senza cercare gloria personale. Si confrontano sulle varie opzioni voli, le tariffe, le cancellazioni e grazie alla loro professionalità studiano le tratte migliori per i rimpatri.

Cosa ci resterà di questa esperienza

In questo mese abbiamo conosciuto virtualmente tante persone, tutte con storie diverse e tutte accomunate da una cosa: aiutare gli altri. Con alcuni ci sentiamo quotidianamente anche solo per chiedere come va, in questo momento anche un semplice mesaggio fa la differenza.

Forse questa brutta bestia chiamata Covid 19 ha un lato positivo: mostra la bellezza dell’essere umano quando si unisce per il bene collettivo e l’utilizzo etico che si può fare della rete e dei social.

Ci siamo fatti una promessa. A fine pandemia ci troveremo tutti insieme da qualche parte e faremo una grande festa. Adesso non possiamo mollare: ci sono ancora tanti viaggiatori da aiutare.