Ottenere un visto per un paese del sud-est asiatico al giorno d’oggi è piuttosto facile. Ciononostante non sono rari i casi di viaggiatori che per un cavillo burocratico si vedono rifiutato l’ingresso in un paese asiatico o che devono modificare i loro programmi di viaggio.

Spesso queste situazioni spiacevoli si creano a causa di errori banali compiuti per ingenuità, poca informazione, distrazione e in qualche caso tirchieria (ricordate: non sempre risparmiare il più possibile è la scelta più conveniente!).

Non fatevi rovinare un viaggio da un timbro mancante o da un visto non adeguato: leggete il nostro articolo sui visti del sud-est asiatico con consigli per viaggiare in regola e senza ansie da burocrazia. È stato scritto sulla base delle nostre esperienze nelle destinazioni di Liberi nel Mondo (Birmania, Cambogia, India, Indonesia, Thailandia, Vietnam, Nepal e Laos), ma contiene consigli generici validi per tutto il mondo.

Troverete la risposta a dubbi molto comuni, come ad esempio:

  • è sufficiente che il mio passaporto sia valido alla data di arrivo o deve avere validità più lunga?
  • posso arrivare in un paese senza aver già comprato il biglietto di ritorno?
  • posso uscire dal paese e rientrare durante il periodo di validità del mio visto?
  • cosa vuol dire visa on arrival?
  • cos’è un overstay?

… e altre informazioni che è bene sapere prima di partire.

Da tenere presente

In questo articolo trovate consigli generali per non incappare in problemi con il visto. Se invece cercate informazioni su come ottenere un visto per un paese specifico tra le destinazioni di Liberi nel Mondo  vi rimandiamo alla nostra Mini-guida alle visa per l’Asia.

Le informazioni e i consigli che vi diamo in entrambi gli articoli si riferiscono a visti per motivi di turismo. Le procedure per visti di lavoro, studio o altri motivi sono diverse.

Inoltre si riferiscono a cittadini italiani residenti in Italia. Se siete cittadini italiani, con passaporto italiano, ma siete ufficialmente residenti all’estero le procedure potrebbero essere diverse. In genere per i visti all’arrivo o quelli che si possono richiedere online non c’è differenza, mentre per visti che vanno richiesti in ambasciata probabilmente dovrete rivolgervi all’ambasciata presente nel paese di residenza e non a quella in Italia.

Ancora diverso è il caso di residenti in Italia che hanno cittadinanza di un altro paese, con il passaporto del vostro paese di origine. Purtroppo non è detto che le norme valide per i cittadini italiani siano valide anche nel vostro caso.

Visto: guida ai termini più usati

Molto spesso nei siti ufficiali delle ambasciate e nei moduli da compilare per la richiesta di visto vengono usati termini in inglese anche se la pagina è tradotta in italiano. Sono ormai entrati nell’uso comune, tanto che molti siti e blog – compreso il nostro – usano indifferentemente il termine italiano o inglese.

Ecco la lista dei termini inglesi relativi al visto più usati e il loro significato:

  • visa: è la traduzione in inglese di “visto”.
  • single entry: visto a ingresso singolo. Consente di entrare nel paese e di uscire una sola volta. Per rientrare è necessario un nuovo visto; in alcuni paesi deve trascorrere un tempo minimo tra l’uscita dal paese e un nuovo ingresso. La maggior parte dei visti turistici sono single entry.
  • multientry: visto a ingresso multiplo. Durante il periodo di validità del visto è possibile entrare e uscire dal paese più volte: in alcuni casi è un numero illimitato, a volte invece viene specificato il numero massimo nel visto.
  • visa on arrival (VOA): visto all’arrivo. Viene fatto una volta arrivati nel paese, al banco immigrazione dell’aeroporto d’arrivo oppure ai valichi di frontiera via terra. A volte è gratis, a volte no. In alcuni casi è necessario (o consigliabile) pre-compilare un modulo online. Possono essere richieste delle fototessere.
  • visa run: è un “trucchetto” usato da molti viaggiatori che vogliono rimanere in un paese del sud-est asiatico oltre la data di scadenza del visto. Approfittando dei prezzi bassissimi di bus, navi e aerei, si può andare in un paese confinante, dimostrando così di essere usciti dal paese di proprio interesse, e poi tornare il giorno successivo in modo tale da ottenere un nuovo visto. Funziona ovviamente solo nei paesi che rilasciano il visto all’arrivo. Per molti anni è stato usato senza problemi, ma le autorità dell’immigrazione hanno iniziato a non vedere di buon occhio questa prassi.
  • overstay: permanenza in un paese oltre il periodo di validità del visto. In alcuni paesi è tollerato (basta pagare una multa), in altri invece è considerato un reato penale che può comportare gravi conseguenze.

Ritroverete spesso questi termini nei paragrafi qui sotto!

Occhio alla validità residua del passaporto

Un particolare a cui si presta poca attenzione è la validità residua del passaporto. Molti sono convinti che sia sufficiente un passaporto non scaduto alla data d’arrivo nel paese che si vuole visitare e valido fino alla data di partenza. Invece no.

Tutti i paesi ormai una richiedono una validità residua del passaporto di almeno sei mesi. Ciò che non è molto chiaro è se i sei mesi vanno contati dal momento dell’arrivo o da quello di partenza. In genere però vale la prima regola: sei mesi dalla data d’arrivo.

Biglietto di ritorno: obbligatorio o no?

Uno dei dubbi più comuni dai viaggiatori che non prenotano un viaggio organizzato è: “Devo avere per forza un biglietto di ritorno per poter entrare in un paese?”.

In teoria dipende dalle leggi del paese che andate a visitare. La confusione nasce dal fatto che quasi tutti richiedono per legge una prenotazione di uscita dal paese nel periodo di durata del visto, ma spesso le autorità della frontiera non chiedono di mostrarla al momento di ingresso nel paese.

Di conseguenza molti viaggiatori che non vogliono farsi condizionare da una data prestabilita perché amano decidere il loro itinerario di viaggio giorno per giorno scelgono di rischiare e arrivare in un paese senza un biglietto di uscita.

Come sempre va bene se va tutto bene, ma se arriva un controllo e siete fuori norma vi trovate nei guai. Il controllo può essere fatto sia dalle autorità degli uffici immigrazione sia dal personale della compagnia aerea al momento del check in.

Poiché per biglietto di uscita non si intende per forza un biglietto di ritorno in Italia (basta una prova che uscite dal paese), un metodo più sicuro è acquistare un volo low cost qualsiasi, il più economico che trovate, con partenza nel periodo di validità del visto. Non lo userete mai, ma se ve lo chiedono in aeroporto potrete mostrare la conferma di prenotazione e siete a posto!

Non solo non è necessario che sia un biglietto per l’Italia, ma non è nemmeno necessario che sia un biglietto aereo: può fare la stessa funzione anche la prenotazione di un bus Thailandia-Cambogia o di una barca Cambogia-Vietnam per fare due esempi.

Il consiglio di arrivare muniti di un biglietto di uscita è oggi ancora più valido che in passato, soprattutto in paesi come Thailandia e Indonesia (principalmente Bali) dove il numero di stranieri che vogliono trasferirsi per periodi lunghi usufruendo di un visto turistico è molto alto.

Questo ha comportato norme e controlli immigrazione più rigidi, per cui ci sentiamo di consigliare di avere sempre una prenotazione di uscita dal paese nei termini concessi dal visto. Meglio buttare via una ventina d’euro in un biglietto aereo inutile che vedersi rifiutare l’ingresso e buttare via i soldi di un biglietto a/r intercontinentale più la gioia della vacanza.

Biglietto di uscita in caso di visti con estensione

Il consiglio di acquistare sempre un biglietto di uscita vale anche nel caso di visti rinnovabili/estendibili. L’esempio che possiamo raccontare sulla base di una nostra esperienza recente è quello di un visto indonesiano con permanenza fino a 180 giorni. Questo visto (social visa) viene inizialmente concesso per una durata di 60 giorni che poi una volta arrivati nel paese possono essere estesi fino a un totale di 180 giorni.

La verità è che chi fa i controlli di ingresso non prende in considerazione la possibilità dell’estensione… e meno ancora lo fa il personale di terra che effettua il check in. Per viaggiare tranquille abbiamo acquistato un biglietto low cost per Singapore alla cifra decisamente accessibile di 10 (DIECI!) euro, scegliendo la data più economica tra quelle comprese nel primo periodo di validità del visto (i famosi 60 giorni). Se non avessimo avuto quello non ci avrebbero fatto partire!

Da non fare: uscire dal paese e rientrare con visto ingresso singolo

Quasi tutti i visti sono single entry: la loro validità decade nel momento in cui si esce dal paese, anche se questa avviene ben prima della data di scadenza del visto.

Attenzione quindi se volete uscire da un paese e rientrare: in questo caso avrete bisogno di un visto multientry, che però non sempre viene rilasciato. In caso non sia disponibile il visto a ingressi multipli dovrete fare richiesta di un visto per ogni ingresso.

Un caso molto comune è quello di viaggiatori che visitano Cambogia e Laos in poco tempo e hanno voli andata e ritorno dalla Cambogia. Il visto cambogiano è valido 30 giorni ma é single entry: giunti in Laos non è più valido, il che significa che non è possibile tornare in Cambogia per prendere il volo per il ritorno in Italia.

Non importa se in Cambogia vi siete fermati meno di 30 giorni, magari solo 15: per uscire dalla Cambogia e rientrare sarete costretti a richiedere e pagare un nuovo visto.

Questo errore è davvero molto frequente, stati attenti a non commetterlo anche voi!

Visto turistico o altri visti: di cosa hai bisogno?

I consigli che vi diamo sono tutti riferiti a viaggi effettuati per motivi di turismo. Se vi recate in un paese qualsiasi dell’Asia, diciamo pure del mondo, per motivi diversi probabilmente il visto turistico non vi sarà sufficiente. Quasi sempre infatti non è possibile svolgere un’attività durante la propria permanenza nel paese se si è in possesso di un visto turistico.

Attenzione perché per “attività” non intendiamo solo un lavoro retribuito ma anche studio, volontariato, visite mediche, partecipazione a gare sportive (come atleti) o a manifestazioni culturali (come performer)… La regola d’oro è: se viaggiate per un motivo diverso dal turismo, informatevi bene sul tipo di visto di cui avete bisogno.

Qual è il visto giusto per un nomade digitale?

Un caso ambiguo è quello dei nomadi digitali: secondo la nostra esperienza è meglio non dichiarare la professione, altrimenti il motivo del vostro viaggio potrebbe venir considerato lavoro e in questo caso non vi verrebbe concesso il visto turistico.

Siti utili per informazioni

In caso di dubbi, è sempre bene chiarirseli prima della partenza. Il modo migliore è consultare le fonti ufficiali.

Un sito utilissimo è Viaggiare Sicuri curato dal Ministero degli Esteri italiano: per ogni paese nel mondo riporta una scheda dettagliata con informazioni sui documenti e il visto necessario per l’ingresso, sulla situazione sanitaria, sulla sicurezza, sulla mobilità e altre di carattere generale (clima, popolazione, moneta, ecc). Inoltre vengono pubblicati avvisi in tempo reale con news di interesse per i viaggiatori.

In teoria, la miglior fonte ufficiale sono i siti delle ambasciate straniere in Italia. Purtroppo nella realtà non è così semplice. Non tutti i paesi del sud-est asiatico hanno una rappresentanza diplomatica in Italia, in più alcune ambasciate non curano molto i loro siti con il risultato che le informazioni non risultano aggiornate. In genere è facile capire quando un sito è aggiornato e quando non lo è, un po’ dall’aspetto grafico del sito un po’ dalla presenza o meno di news recenti.

Se volete tentare la sorte ecco i link:

  • Ambasciata Birmania: www.meroma-it.com
  • Ambasciata Cambogia: per l’Italia è competente l’ambasciata con sede a Parigi, www.ambcambodgeparis.info (sito in francese e in inglese)
  • Ambasciata India: www.indianembassyrome.gov.in (sito in inglese, con Google translate)
  • Ambasciata Indonesia: https://kemlu.go.id/rome/lc
  • Ambasciata Laos: per l’Italia è competente l’ambasciata con sede a Parigi: www.ambalaos-france.com (sito in francese)
  • Ambasciata Nepal: non è presente in Italia, è presente il consolato onorario con sede a Roma. Non ha sito internet.
  • Ambasciata Thailandia: www.thaiembassy.it/index.php/en (sito in inglese, con alcune pagine in italiano)
  • Ambasciata Vietnam: è presente con una sede a Roma, ma non ha sito internet. Informazioni utili si possono trovare sul sito del consolato di competenza territoriale per il Piemonte e la Liguria: www.consolatovietnam.it