C’è un piccolo paese sull’isola di Java ancora poco conosciuto dal turismo occidentale ma molto amato dal turismo locale: è la cittadina di Dieng, situata nel Dieng Plateau a 2100 mt di altezza.

È una meta molto popolare per il trekking – famose sono la salita al monte Prau e l’alba a Sikunir – ed è conosciuto anche per le deliziose patate coltivate in campi terrazzati come le risaie che rappresentano la fonte quasi primaria dell’economia locale.

C’è una terza attrazione che attira numerosi turisti indonesiani a Dieng: il Dieng Culture Festival, un evento annuale che trasforma questo piccolo paese sconosciuto ai viaggiatori occidentali in una piccola Woodstock. Il paese che ha solo una strada diventa la vivace location di una tre giorni di musica, danze, eventi e rituali antichi. Ce n’è per tutti: giovani, anziani, bambini, adulti.

Visitare Dieng nel periodo del festival è un’occasione unica per conoscere le tradizioni locali e vedere l’Indonesia che non viene mai proposta dai tour operator internazionali. Il festival si svolge all’inizio di agosto, in genere durante il primo weekend del mese.

Segnatevi le date e prenotate con largo anticipo se volete vivere questa entusiasmante esperienza perché è improbabile trovare i biglietti per l’evento e un alloggio all’ultimo minuto.

Noi ci siamo mossi per tempo e abbiamo seguito il festival minuto per minuto.

Dieng Culture Festival: il programma giorno per giorno

Cosa fare al Dieng Culture Festival? Ecco il racconto giorno per giorno di questo scatenato evento che prosciugherà le vostre energie ma in cambio vi regalerà tanto divertimento e magiche suggestioni.

Venerdì

Durante il primo giorno del festival avviene la trasformazione di Dieng: da tranquilla cittadina rurale diventa un caleidoscopio di colori, suoni e danze.

Le persone iniziano ad arrivare a Dieng già dal mattino e nel corso delle giornate il traffico aumenta. I tre palchi sono montati e i primi eventi si tengono nei due palchi minori vicino al tempio Arjuna.

La prima iniziativa in programma si chiama Puliamo Dieng e coinvolge gli studenti: ragazzi di età diverse vanno in giro per il paese muniti di sacchi per raccogliere i rifiuti. L’iniziativa verrà ripetuta tre volte al giorno per la durata del festival. A seguire sul palco si alternano danze tradizionali javanesi, suonatori di Gamelan e musica religiosa.

Già al primo giorno si viene rapiti da un’atmosfera gioiosa di festa. Impossibile non farsi tentare da un delizioso spuntino e un po’ di shopping: tante sono le bancarelle di street food (le patate spadroneggiano!), artigianato e cappelli e sciarpe di lana che animano la zona del festival. Vi chiederete chi si mette indumenti di lana su una meravigliosa isola dell’Indonesia. La risposta è: praticamente tutti perché in questa stagione a Java fa freddo.

L’evento più importante della prima giornata si svolge la sera nel palco principale, che viene montato in una zona con una capienza maggiore. Si tratta di un concerto che vede protagonisti alcuni musicisti locali conosciuti da tutti che animano il pubblico con le loro canzoni. Noi abbiamo potuto cantare solo le poche cover in inglese!

Sabato

La seconda giornata inizia all’insegna del caos. Il paese è già saturo ma tantissimi giovani continuano ad arrivare sperando di trovare un biglietto o solo per assaporare l’atmosfera allegra che si respira. Alcuni arrivano da molto lontano e hanno dovuto sopportare  ben 12 ore di bus; c’è chi arriva addirittura da altre isole, come Bali o Sumatra.

Dopo Puliamo Dieng i due palchi vicino al tempio prendono vita con musiche e danze : gamelan e danze tradizionali su un palco, rock internazionale suonato da giovani band locali sull’altro.

I ristoranti sono affollatissimi a tutte le ore e il paese si anima di personaggi inusuali. Tra danzatori che si prestano ad una foto, suonatori e artisti di strada – uno addirittura con un serpente al collo – noi scoviamo anche Minnie in compagnia di un Teletubbies!

Il nostro pomeriggio è una continua corsa da una palco all’altro per seguire i vari eventi. Uno degli eventi a cui assistiamo è la tosatura delle pecore: pecorelle di diverse razze sono messe in mostra per insegnare le varie specie e come effettuare una perfetta tosatura.

Quando le nostre energie iniziano a diminuire ci spostiamo al Java Coffee Festival dove ci aspetta una ventina di stand che propone varie tipologie di caffè javanese di qualità Arabica e Robusta. Lo staff del festival ci descrive la zona dove avviene la raccolta e come avvengono tostatura e macinazione, poi offre un graditissimo assaggio. Noi decidiamo di fare più assaggi visto che la giornata è ancora lunga e il programma del festival fittissimo.

Quando arriva la sera l’atmosfera si fa surreale. Il perimetro del tempio Arjuna è stato coperto con telo bianco, simbolo di purezza; le luci della notte accentuano la misticità del luogo.

Sul palco più grande sta per iniziare l’attesissimo concerto principale. La zona è gremita di gente all’inverosimile. Incuranti del freddo prendiamo posto sul prato e ci sediamo, come viene richiesto per evitare ressa. Ed ecco che inizia la musica: sul palco si alternano artisti indonesiani noti che suonano musica pop locale e hit internazionali. Il pubblico canta in coro e noi ancora una volta no perché non sappiamo le parole!

Intorno alle 23 arriva uno dei momenti più emozionanti del festival: il lancio delle lanterne. Dal palco i presentatori chiedono di tirare fuori le lanterne, pronti per lanciarle e farle fluttuare tutti assieme al loro segnale. Via, le lanterne in alto nel cielo: Dieng si colora di mille lucine, la musica offre un allegro sottofondo e l’allegria è contagiosa. Uno spettacolo mozzafiato.

La festa prosegue per tutta la notte. Il prato è puntellato di ragazzi che suonano la chitarra, le bancarelle di street food continuano ininterrottamente a servire cibo e l’atmosfera di festa coinvolge tutti i presenti.

Domenica

L’ultima giornata del festival inizia con una colorata parata lungo la strada principale del paese… che è anche l’unica!

Il programma prevede poi un unico evento che catalizza l’attenzione di tutti. Si tratta del rito del taglio dei capelli ai bimbi rasta, un rituale particolarissimo di cui noi non sapevamo nulla: una scoperta che ci intriga e ci affascina. Proviamo qui a raccontarvelo in poche righe, ma meriterebbe un articolo intero.

Una premessa necessaria: la zona del Dieng Plateau insieme alla zona del Bromo sono la culla dell’Induismo Balinese. I due luoghi sono considerati magici e ci sono svariate credenze mistiche: una di queste riguarda i bambini.

Alcuni bambini nati in quest zone da piccolissimi contraggono una febbre che li conduce ad una possessione, considerata benigna. Questi bambini si riconoscono da una ciocca di capelli rasta che cresce sulla loro testa: la credenza popolare dice che nel loro corpo abitino due anime, una del bimbo l’altra del capello rasta. Questi bimbi sono considerati speciali e molto rispettati.

I capelli di questi bimbi speciali vengono spazzolati e tagliati, ma il rasta continua a crescere fino a quando il bimbo o la bimba non decidono di sottoporsi al taglio del rasta attraverso una cerimonia che si tiene una volta l’anno nella città di Wonosobo e Dieng.

La decisione di sottoporsi al taglio deve venire dall’interessato e non dalla famiglia altrimenti non funziona. Per sottoporsi al rituale il bimbo richiede un dono; secondo la credenza la richiesta arriva in realtà dallo spirito del rasta. Il dono richiesto in genere è un giocattolo, una bicicletta, un animale o del cibo.

La solenne cerimonia si svolge al tempio Arjuna preceduta da una parata in maschera, dall’arrivo di cerimonieri, dei bimbi e dei loro genitori a bordo di carrozze. Dopo vari convenevoli tipici di un rituale solenne si procede con il taglio e la consegna dei doni.

Con questo il festival è ufficialmente concluso, ma ci vorranno ancora parecchie ore prima che Dieng possa tornare a essere la placida cittadina da un’unica strada. Il traffico rimane bloccato per ore e non c’è modo di lasciare il paese. Poco male, ne approfittiamo per goderci ancora un po’ l’atmosfera di festa. C’è tempo anche per un’altra porzione delle famose patate di Dieng!

Quanto costa il biglietto del Dieng Culture Festival

Il biglietto del Dieng Culture Festival si può acquistare online a un prezzo davvero economico se comparato a quelli degli eventi culturali europei: 350.000 rupie indonesiane (prezzo 2019), che equivalgono a poco più di una ventina d’euro.

Il biglietto comprende l’ingresso a tutti gli eventi in programma durante le tre giornate del festival, più alcuni simpatici gadget. A noi sono stati consegnati:

  • una borsa
  • un magnete che ritrae un ragazzo con i rasta
  • una maglietta con il logo del festival
  • un cappello a forma conica per proteggersi dal sole (utilissimo nonostante il freddo!)
  • un sarong da indossare per entrare al tempio per assistere al rituale del taglio dei capelli (indispensabile!)
  • la lanterna da lanciare in cielo nella serata clou del festival (graditissima!)
  • la tessera che permette di accedere a tutti gli eventi.

Consigli per partecipare al Dieng Culture Festival

Il Dieng Culture Festival è uno degli eventi più popolari dell’isola di Java e attira migliaia di persone. Per non rischiare di trovare il tutto esaurito è necessario acquistare i biglietti del festival e prenotare l’alloggio con mesi di anticipo. Sì, avete capito bene: MESI di anticipo. Considerate che non solo le guesthouse ma anche i posti nelle aree attrezzate per campeggio vengono tutti occupati.

Il festival si svolge durante la stagione secca, che in questa zona dell’Indonesia coincide con il periodo più freddo dell’anno: le temperature scendono sotto lo zero. Si raccomanda quindi un abbigliamento caldo, anche per la notte perché le case e le guesthouse sono sistemazioni semplici, senza riscaldamento.