Torniamo a parlarvi del sak yant, il tatuaggio tradizionale thailandese che vi abbiamo presentato in un precedente articolo. In questa seconda puntata dedicata al tatuaggio thai tra magia e religione vogliamo puntare maggiormente l’attenzione sulla sacralità di questa pratica e aggiungere informazioni utili per chi è affascinato dagli intricati design dei sak yant e vorrebbe averne uno sul proprio corpo.

Se volete un tatuaggio simile nel design al sak yant non serve sapere nulla e seguire nessuna regola: basta rivolgersi a un tattoo artist. Per un vero sak yant, invece, dovrete seguire delle regole prima, durante e dopo il rito.

Le regole da seguire per fare un vero tatuaggio sak yant

Lo scopo del tatuaggio sak yant è una benedizione magica che ha in sé una natura benevola. Chi lo riceve diventa uno “studente” ed è richiesto da parte sua uno sforzo affinché il potere magico del tatuaggio sia efficace. In sintesi, occorre essere persone di buon cuore per poter beneficiare del potere dello sak yant.

Nello specifico le regole da seguire sono:

  • Non uccidere
  • Non rubare
  • Non desiderare la donna/l’uomo d’altri o essere infedele al tuo partner
  • Non mentire
  • Non drogarti o abusare d’alcol
  • Non parlare male di tua madre

Queste sono le regole base, a cui ogni specifica scuola sak yant può aggiungerne altre.

Sia che vi rivolgiate a un ajarn che a un monaco (non sapete la differenza? Leggete il primo articolo Sak Yant, il tatuaggio thailandese tra magia e religione) dovrete mostrare rispetto. Non fatevi tatuare in Thailandia tanto per avere qualcosa di “ganzo” da mostrare agli amici al ritorno dalle ferie: prima di farvi tatuare la pelle leggete qualcosa in più sulla storia e il significato del sak yant.

Chi porta un tatuaggio sak yant deve seguire una vita morigerata, ispirata ai principi del buddismo, ed evitare di esibire la pelle tatuata come un trofeo. Diciamo che l’atteggiamento giusto per approcciarsi al sak yant non è sognare di potersi fare una foto così:

Meglio farsi tatuare da un monaco o da un ajart?

Una volta ammesso onestamente con voi stessi che siete pronti ad accettare il profondo significato del sak yant e ciò che comporta, il passo successivo è decidere se rivolgervi a un monaco o a un ajart.

Considerate che questi ultimi sono più aperti al mondo e sono più spesso a contatto con occidentali che vogliono un tatuaggio sak yant, quindi risultano più tolleranti rispetto alla nostra mancanza di conoscenze sulla cultura Thai. Inoltre in genere parlano un inglese migliore.

Se siete donne è molto più semplice – in alcuni casi necessario – rivolgersi a un ajart, perché è esentato dal divieto di toccare le donne.

Avete deciso di rivolgervi a un monaco sak yant? Preparatevi a lunghe attese: sono molti i thailandesi che vogliono un tatuaggio thai e che si rivolgono a un monaco, inoltre come già detto i tatuaggi sono solo uno dei numerosi compiti di un monaco.

Il giusto prezzo di un tatuaggio sak yant

I monaci non fanno pagare una tariffa fissa per un tatuaggio sacro, si paga tramite offerta libera al tempio. Molti turisti si sono approfittati di quest’usanza donando una cifra ridicola, nettamente inferiore non solo al prezzo di un tatuaggio in un paese occidentale ma anche all’offerta lasciata dai contadini locali.

Per questo motivo alcuni monaci oggi si rifiutano di effettuare tatuaggi a turisti occidentali. Tenetelo presente quando fate la vostra offerta: non è necessario che sia una somma cospicua, ma deve essere dignitosa.

Le regole che non è necessario seguire per farsi un tatuaggio sak yant

Un po’ come per ogni religione o filosofia, anche gli insegnamenti del tatuaggio sak yant non sono riconducibili a un’unica scuola. Nei secoli sono infatti sorte diverse scuole, ciascuna con una sua interpretazione degli insegnamenti sacri.

Tra tutte, una delle scuole più seguite è la Wat Bang Phra di Bangkok, la cui fama ha raggiunto il web e l’ha resa agli occhi di molti occidentali IL centro di formazione sul sak yant. Alcuni precetti che erano previsti per la formazione dei monaci sono stati presi alla lettera e considerati regole da seguire per chiunque voglia farsi un tatuaggio thai.

Di questi, ce ne sono alcuni che suonano davvero bizzarri per noi comuni mortali. Qualche esempio?

  • Non mangiare avanzi
  • Non mangiare a un matrimonio o a un funerale
  • Non gironzolare attorno a un filo per stendere la biancheria
  • Non gironzolare attorno a un albero di banana del tipo Thaanii

Queste stramberie acquistano senso se inserite nel loro contesto: sono regole che devono essere seguite da chi vuole diventare monaco in un tempio.

Ad esempio, le prime due sono riconducibili alla limitazione di un solo pasto prima di mezzogiorno a cui devono sottostare i monaci. Stare alla larga da fili della biancheria e alberi di banana (che nelle zone rurali vengono usati per stendere il bucato) serve ad evitare un possibile contatto con indumenti intimi femminili che possono essere stati indossano da una donna durante le mestruazioni. Ricordiamo che ai monaci è fatto divieto di toccare le donne… e che anche i monaci sono esseri umani, non esenti da tentazioni.

In conclusione, potete farvi un tatuaggio thai e andare al matrimonio del vostro migliore amico senza dover scappare a casa quando tutti si spostano al ristorante. E potete anche prendere il fresco all’ombra di un banano, se lo volete.