Passeggiando per i mercatini e le bancarelle di street food del sud est asiatico l’occhio del viaggiatore viene magneticamente attratto dalla frutta locale, diversissima per forme e colori dalla frutta a cui siamo abituati. Quasi mai si resiste alla tentazione di provare la strana frutta asiatica, e una volta messo in bocca uno di questi frutti si assiste a un’esplosione di sapore di cui si avvertirà la nostalgia per molti mesi dopo il ritorno a casa.

Sono moltissimi i frutti asiatici dalle forme strane e dai gusti particolari che si incontrano durante un viaggio in Asia. Noi ne amiamo tre in particolare, che vengono spesso confusi tra loro perché hanno una forma simile. Il gusto però è totalmente diverso per cui vi consigliamo di provarli tutti e tre!

Sono il breadfruit, il jackfruit e il durian.

Breadfruit, il frutto dell’albero del pane

Il primo frutto da provare in Asia è noto con nomi diversi. Il più comune è breadfruit, ovvero frutto dell’albero del pane, e si deve al suo particolarissimo sapore che ricorda più pane appena sfornato o patate che un frutto esotico. Viene chiamato anche Ulu mentre il nome scientifico, che nessuno ricorda mai ma è utile per fare distinzioni, è Artocarpus altilis.

Il breadfruit è un frutto dalla forma tonda del diametro di circa 10 cm o leggermente allungata, grande più o meno come un melone; ha una scorza ruvida color verde chiaro, mentre la polpa è completamente bianca e farinosa.

Povero di grassi, è invece ricchissimo di carboidrati e di potassio, calcio, magnesio, ferro, fibre e vitamine B1 e B3:  per queste sue eccezionali caratteristiche nutrizionali è diventato un alimento fondamentale nella dieta delle popolazioni in via di sviluppo e di recente è entrato nell’olimpo dei superfood ricercati da vegani e in generale persone attente alla propria dieta.

Il breadfruit non viene utilizzato solo in cucina: i suoi utilizzi sono molteplici e spaziano dai tessuti al legno per la costruzione di case, mobili e piroghe, dagli ornamenti alle pozioni antimicotine e astringenti. Noi non l’abbiamo indossato, non l’abbiamo calpestato, non l’abbiamo applicato sulla nostra pelle: ci siamo limitate a mangiarlo e ci è davvero piaciuto un sacco!

Jackfruit

Anche il secondo frutto asiatico da non perdere, il Jackfruit (giaco in italiano, termine però assai poco usato), è un superalimento dalle numerose proprietà benefiche: potere energizzante, alta quantità di potassio e vitamina C, rilevante contenuto in fibre alimentari.

È anche un frutto da Guinness dei Primati, il più grande al mondo tra quelli che crescono sugli alberi: può raggiungere un peso notevole, fino a 30 kg per frutto con record da 50 kg. Ecco, se ne trovate uno di queste dimensioni non mangiatelo tutto perché qualche problemino di stomaco vi tocca di sicuro.

A differenza del breadfruit il Jackfruit maturo sa da frutta, proprio come un normale frutto! Il suo sapore è un misto di mela, ananas, mango, banana e fragola; i palati più raffinati colgono anche un accenno di vaniglia, ma non è necessario essere sommelier per apprezzare la bontà del jackfruit.

Cuocete il jackfruit per un tempo prolungato e succederà qualcosa che ha dell’incredibile: il frutto che sa da macedonia diventa per magia… porchetta! Una porchetta adatta anche a diete vegetariane: la natura è geniale!

Non ci credete? Andate in Indonesia e provate un piatto tipico della zona di Yogyakarta, il gudeg: è un piatto a base di jackfruit cucinato con uova e pollo. Mangiandolo a occhi chiusi non sarete in grado di dire quali sono i pezzi di carne e quelli di frutta!

Anche il jackfruit non maturo ha un sapore che ricorda la carne tanto che in alcune zone dell’Asia il frutto da cui viene prodotto è chiamato “l’albero del montone”.

Oltre alla polpa, si possono mangiare anche i semi purché si abbia l’accortezza di cucinarli. Si possono cucinare in vari modi: bolliti, arrostiti, tostati, fritti od essiccati, ma assolutamente non vanno mangiati crudi perché in quel caso sono tossici. I semi di jackfruit debitamente cotti possono essere mangiati da soli, come contorno o come ingredienti per insaporire altre pietanze.

E ora che vi abbiamo fatto venire voglia di jackfruit vi chiederete: come lo riconosco? Il jackfruit ha una forma ovale e come dicevamo prima ha dimensioni notevoli: il diametro raggiunge i 40 cm e più. Ha una buccia ruvida, leggermente spinosa, di colore giallo-verde.

A già, dimenticavamo: il nome scientifico è Artocarpus heterophyllus. Non chiedetelo con questo nome alle bancarelle di street food!

Durian

Il frutto asiatico dalla forma più bizzarra è probabilmente il durian (chiamato in italiano durione), nome che significa “frutto spinoso” e si riferisce al prodotto della pianta di durio. Viene spesso confuso con il jackfruit ma se fate attenzione alle spine vi sarà facile distinguerli: quelle del durian sono molto più grosse! All’interno della spinosa scorza sono contenuti quattro spicchi di polpa cremosa e i semi.

Anche qui siamo in presenza di un superalimento: un’altra festa di proprietà antiossidanti e antivirali, vitamine e sostanze efficaci per la regolazione del colesterolo. Per queste sue proprietà il durian viene chiamato anche “king of fruits”, il re dei frutti.

Più che per il sapore il durian è famoso, forse è meglio dire famigerato, per via del suo aroma: un odore così intenso e acre da rendere questo frutto proibito in luoghi pubblici come aeroporti, mezzi di trasporto pubblici e persino molti hotel. Noterete molti cartelli che vietano di consumarlo in tali luoghi e con una sola annusatina avrete capito il perché. Ad alcuni l’odore del durian ricorda la spazzatura, ad altri il formaggio, la gomma bruciata o un calzino sudato: a tutti è sgradevolissimo.

Se superate la prova odore potrete assaporare un frutto delizioso, misto dolce e salato, il cui gusto ricorda vagamente una banana matura e un formaggio forte. Si può consumare crudo o cotto (servito come condimento del riso oppure fritto a mòò di patatine). I semi vengono tostati e mangiati come mandorle.