Se state programmando un viaggio in Birmania non sottovalutate il potere dei Nat: questi demoni maligni rendono la vita difficile a chi non concede loro il dovuto rispetto. Queste divinità rappresentano gli spiriti degli alberi, dei fiumi, degli antenati e di coloro che hanno subito una morte tragica o violenta. Desiderano una vita pacifica e per questo diventano dispettosi con chi li disturba… la loro vendetta può essere tremenda, a seconda di quanto gli avete rotto le scatole!

Meglio non scherzare su queste cose e imparare qualcosina su questi spiritelli. Non importa se voi ci credete oppure no, il popolo birmano ci crede eccome!

Da dove nasce il culto dei Nat

Molto tempo prima dell’introduzione del buddismo in Birmania tra i popoli nativi era largamente diffuso l’animismo. Uno dei culti più antichi nell’animismo birmano è appunto quello dei Nat.

Originariamente, ogni villaggio aveva i suoi spiriti. Ogni albero e ogni campo era abitato da un Nat locale. C’erano i Nat del raccolto, i Nat del vento, i Nat della pioggia. La maggioranza dei Birmani, tuttavia, venerava Nat particolari, riconosciuti in tutto il paese per i loro poteri. È stato così per più di 1500 anni.

Oggi sono 37 i nat che vengono ancora venerati e rappresentano parte integrante delle credenze religiose del popolo birmano, che li placa e li onora con offerte di fiori, denaro e cibo, poste su speciali altari.

I Nat Mahagiri

Il luogo simbolo del culto dei Nat è la cima del monte Popa, dove ancora oggi si trovano le statue dei Nat Mahagiri. La loro storia è una delle leggende più note in Birmania.

Secondo la leggenda vivevano all’interno di un albero gli spiriti di Maung Tint De e della sorella Saw Me Ya. Uccisi con l’inganno dal re di Tagaung che temeva la forza di Maung Tint De (in seguito noto come Lord of the Great Mountain), i due, rinchiusi all’interno dell’albero, divennero spiriti maligni che rendevano la vita difficile a chiunque passasse lì vicino. Per volere del re l’albero venne tagliato e gettato nel fiume Irrawaddy , ma fu ripescato da un altro re, re Thinligyaung (344-387). Gli spiriti chiesero pietà e promisero di non importunare più nessuno in cambio di una degna sepoltura.

Dal fusto dell’albero il re fece ricavare due statue scolpite con tratti umani che furono portate sulla cima del monte Popa, un vulcano estinto a sud est di Bagan che ha ancora oggi un profondo significato simbolico per il popolo birmano.

Il re dei Nat

Il re Anawahta (1044–1077), fondatore del primo impero Birmano, si dedicò alla semplificazione delle credenze spirituali e volle introdurre il Buddismo Theravada nell’Alta Birmania come religione nazionale.

Nonostante i suoi sforzi, non riuscì a eliminare le credenze animistiche del suo popolo. Decise allora di porre un limite al numero delle divinità Nat e scelse il 36, a cui aggiunse un 37esimo (numero tratto dalla tradizione braminica indiana).

Al 37esimo Nat venne dato il nome di Thagyamin e fu dichiarato il Nat guardiano del Buddismo e il re del pantheon Nat. In questo modo Thagyamin riuscì a stabilire che anche i Nat, in fondo, erano seguaci degli insegnamenti del Buddha. Quando si dice fare buon viso a cattivo gioco…

tempio al monte popa, birmania

Il culto dei Nat oggi

Non tutti gli odierni Nat sono gli stessi dell’epoca di Anawrahta. Circa 15 Nat del gruppo originario sono stati sostituiti da figure storiche.

Per i Birmani i 37 Nat hanno all’incirca la stessa funzione dei santi della chiesa cattolica, si ricorre a loro nei momenti di bisogno. Ciascuno dei 37 Nat è collegato ad una leggenda tragica che ha in qualche modo a che fare con la storia Birmana.

È attraverso queste leggende che il popolo è stato introdotto alla storia, ai racconti, ai miti e al dramma del suo paese. I Nat infatti offrono alla Birmania una storia nazionale comprensibile a tutti, grande e nello stesso tempo meravigliosamente semplice.

Per capire quanto sia ancora diffuso il culto dei Nat è sufficiente prestare attenzione ai corpi tatuati di molti giovani: si tratta spesso di raffigurazioni dei Nat, artistiche creazioni con i quali i giovani si ricoprono braccia, gambe e altre parti del corpo.

Alcune tribù isolate della Birmania settentrionale conservano credenze locali, che si manifestano annualmente nella festa di Manao e Myityina.

Una conseguenza positiva del culto dei Nat è che i birmani sono molto restii ad abbattere gli alberi, che si pensa possano essere abitati da uno spirito.

statue dei nat in birmania

Credenze popolari sui Nat

Ancora oggi in Birmania sono molto diffuse credenze popolari e superstizioni che riguardano i Nat. Con una plurimillenaria tradizione di culto Nat queste credenze sono profondamente radicate profondamente nella vita del popolo, assai difficili da estirpare. Di sicuro il programma di rieducazione portata avanti dal precedente governo non sembra avere avuto successo!

Secondo una di queste coloro che sono in contatto diretto con i Nat possono guarire la malattie e prevedere il futuro. Indovini, profeti e guaritori sono germogli naturali di questa credenza.

Un’altra diffusa credenza vuole che i Nat possano essere visti sulla cima del monte Popa luogo di pellegrinaggio dei birmani alla ricerca di intercessioni in termini di denaro, fortuna , amore e salute.

Fate attenzione se avete i capelli ricci: essendo rari in Birmania vengono considerati posseduti dagli spiriti dei Nat cattivelli. Non è insolito vedere dei viaggiatori che si prestano a riti per cacciare il maligno dai capelli, io ci ho provato e speravo di tornare a casa con una chioma liscia e invece…. La cerimonia di purificazione non ha funzionato!