Mettetevela via: per quanto il vostro viaggio sia ben organizzato e per quanto voi siate previdenti, un imprevisto potrà sempre accadervi.

Ci sono fattori totalmente fuori dal nostro controllo, come le condizioni atmosferiche o le calamità naturali; altre volte invece ci fidiamo delle persone sbagliate e finiamo nei guai. Una strada magari è chiusa per lavori oppure un ponte è crollato. La nostra salute decide di abbandonarci sul più bello. Oppure ci può capitare qualcosa di assolutamente impensabile che cambia necessariamente il nostro programma di viaggio.

L’imprevisto in viaggio è considerato da molti turisti una sfiga o, nei casi più gravi, una tragedia. Ora, a parte situazioni estreme, tipo un incidente grave o una malattia seria che comporta il rientro immediato a casa, gli imprevisti di viaggio non sono tragedie. Sfighe sì, ma reagire con ansia, rabbia e nervosismo può solo peggiorare la situazione. Rassegnatevi a ciò che vi è accaduto perché altro non si può fare. Se siete pazienti e aperti alle mille fantasiose situazioni che il caso vi può presentare potrete risollevare un qualcosa che era andato storto.

Perché è vero che un imprevisto vi costringe a modificare il vostro programma di viaggio, ma non è sempre detto che questo sia un male. Fare qualcosa di diverso da quel che avevate pianificato potrebbe portarvi a scoprire una località poco nota, magari di cui finite per innamorarvi. O magari conoscete persone interessanti. O magari imparate a cucinare le ricette tipiche laotiane… chi lo sa!

Vi raccontiamo alcuni imprevisti di viaggio dall’esito felice accaduti a una di noi. Pochi esempi che danno l’idea di come non abbattersi quando le cose sembrano non andare per il verso giusto.

Citazione di Eugenio Montale sull'imprevisto

Un imprevisto sfortunato e un fortunato incontro in Laos

Imprevisto tipico numero uno (nonché uno dei più temuti dai turisti italiani): pioggia. Ecco le conseguenze positive a cui può portare il dover rinunciare ad una tappa del proprio itinerario causa maltempo.

Viaggio in Laos. Il periodo non è dei migliori, agosto in Laos è stagione delle piogge. Partiamo di buon mattino per spostarci dalla Piana delle Giare a Luang Prabang: la strada è lunga, ma essendo partite di buon’ora non avremmo dovuto aver problemi. E invece ben presto il nostro viaggio si rivela impossibile: sono le piogge monsoniche a stravolgere i nostri piani, causando frane e smottamenti che rendono la strada non percorribile.

Proseguire diventa impossibile e ci fermiamo a Vieng Thong, una località di cui avevo sentito parlare ma che non avevo inserito nel mio itinerario perché volevo visitare il Laos del Nord. Non sono per niente felice di questa sosta, anzi diciamo proprio che ero incavolata perché mi faceva perdere una giornata del mio viaggio, così come me l’ero pianificato io. Senonché, in maniera del tutto inaspettata, quella giornata persa è diventata una delle più belle di tutto il mio viaggio.

Vieng Thong è conosciuta dai turisti laotiani per le sorgenti termali: agli occhi di un turista occidentale sono solo un paio di vasche di acqua sulfurea e niente più, ma per loro è l’equivalente delle nostre terme più blasonate e devo dire che in una situazione di stress sono un vero toccasana!

Ma è durante la serata che la sosta a Vieng Thong si rivela provvidenziale. Ceniamo in un ristorantino della zona dove finiamo a chiacchierare con la cuoca proprietaria. Una chiacchiera tira l’altra ed eccoci che la cuoca ci invita a cucinare con lei. Perché no? Lei tra le pentole si destreggia benissimo, noi un po’ meno ma riusciamo comunque ad imparare alcuni segreti della cucina laotiana… e soprattutto a divertirci parecchio!

L’eruzione del vulcano Agung e nuove amicizie a Bali

Imprevisto (non tipico) numero due: calamità naturale. Anche la paura può portare qualcosa di bello.

Ottobre 2017, Bali. Allerta sull’isola per l’eruzione del vulcano Agung. Sui media europei passano tragiche notizie; sull’isola la vita scorre come al solito. Il governo crea una zona rossa di circa 12 km intorno al vulcano e i residenti vengono evacuati: questa è lunica reale tragedia.

Avevo sentivo parlare dell’allerta ma il mio viaggio si svolge normalmente fino a quando arrivo a Ubud. Qui dalla mia guest house sento scossette di terremoto ogni ora circa. Ogni notte verso le 23 si avverte una scossetta più forte; il sonno non è molto ristoratore. L’aeroporto rimane chiuso per qualche giorno e la zona rossa non viene riaperta. Ormai è chiaro che devo rinunciare ad alcune tappe che avevo pianificato.

Scosse, aeroporto chiuso e paure varie mi spingono a cercare più informazioni. Consulto alcuni forum di viaggiatori e questa sfortunata circostanza mi porta a contattare persone che come me si trovano in zona. Decidiamo di incontrarci per confrontarci e scambiarci consigli.

Una ragazza giapponese mi insegna cosa fare in caso di terremoto: tieni pronta vicino alla porta una piccola borsa con cambio vestiti, documenti telefono e qualche soldo così in caso di scossa forte puoi scappare velocemente portando con te il necessario.

La mia vicina di stanza, anche lei viaggiatrice in solitaria, ha paura a dormire in stanza e preferisce coricarsi sul terrazzo. Una notte le scosse si fanno più forti. Decido di farle compagnia e dormire nel terrazzo anch’io. Esorcizziamo la paura con le risate: ad ogni scossa ci diamo “dai è una contrazione, tra poco partorisce”.

Non potrei dire che è stata una delle serate più belle dei miei viaggi, ma di certo ha stemperato la tensione e mi ha fatto vivere un momento di condivisione con una persona con cui probabilmente in altre situazioni avrei soltanto scambiato soltanto qualche chiacchiera superficiale.

Ad oggi a Bali c’è stato un forte terremoto che ha causato qualche danno. Il vulcano non è mai eruttato del tutto, ogni tanto sbuffa. L’aeroporto è rimasto chiuso per un paio di giorni, dopodiché tutto è tornato alla normalità.

Cosa fare se si perde il volo per calamità naturale

In caso di calamità naturali che impediscono di prendere aereo il consiglio è di controllare sempre il sito della compagnia aerea e seguire le loro istruzioni. Solitamente è la compagnia stessa a riproteggere il viaggiatore nel primo volo disponibile.

vulcano bali

L’agenzia locale deludente fa trovare l’agenzia locale efficiente in Vietnam

Imprevisto tipico numero tre: agenzia fantasma. Quando i servizi prenotati non corrispondono a ciò che trovate in loco non disperate: può esserci qualcosa di meglio in serbo per voi!

Viaggio in Vietnam. Sono in “missione” lavorativa: voglio cercare località e attrazioni interessanti per nuovi itinerari e provare un’agenzia locale con cui, se sarò soddisfatta dei servizi, iniziare una collaborazione. Lo scambio di email con l’agenzia era stato molto promettente. Non vedevo l’ora di conoscere i proprietari.

Al mio arrivo ad Hanoi non c’è traccia della persona che mi doveva venire a prendere. Chiamo. Non risponde. Non è un buon inizio ma ehi magari è successo qualcosa. Mi organizzo autonomamente e raggiungo il mio hotel. Qualche ora dopo il titolare dell’agenzia si presenta in hotel e accampa qualche scusa. Va bene, mi dico, può capitare… pazienza.

Il giorno successivo è prevista la vista ad un progetto solidale di aiuto scolastico ai bimbi meno fortunati da loro sostenuto. Per qualche problema non ben specificato la visita viene rimandata ad altra data. Spoiler: la visita non è mai stata recuperata.

Arriva il momento di provare un tour organizzato da loro. Come da spirito di Liberi nel Mondo avevamo concordato un tour con un piccolo gruppo, al massimo dieci persone. Mi vengono a prendere con un mega pullman da 50 posti.

Rimango basita ma decido di provare. “Vediamo come va” diventa il leit motif del viaggio. Il pullman è strapieno di turisti occidentali e locali. Durante una sosta veloce in autogrill avviene lo smistamento dei turisti. Tutti vengono fatti salire su dei minivan diretti verso le varie destinazioni dei tour. Tutti tranne me.

Mi dicono di aspettare che il mio van sarebbe arrivato. Così aspetto buona buona… i minuti passano e nessuno arriva. A dire il vero non sapevo manco chi dovesse arrivare. Chiamo il corrispondente e indovinate? Non risponde. Passano minuti interminabili durante i quali io inizio a pensare a come tornare a Hanoi.

Arriva un ragazzo giovane, si guarda in giro e viene verso di me. “Finalmente qualcuno è venuto a prendermi!”, penso. Salgo sul minivan che mi indica e parto in compagnia di altre 8 persone.

Sorpresa sorpresa… il tour a cui sto partecipando non era quello che dovevo fare io! Lo scopro solo strada facendo, ma ormai sono in ballo e mi rassegno a vedere per la seconda volta i dintorni di Nihn Bihn.

Sulla via del ritorno parlo con il ragazzo/guida che mi ha salvata dalla solitudine dell’autogrill. Dopo un po’ di esitazione mi dice che l’agenzia con cui avevo pensato di collaborare è un po’ truffaldina. I tanto decantati progetti solidali in sono solo una bufala.

All’inizio non gli credo. “Lavora per un’altra agenzia, chiaro che parla male degli altri…”, mi dico. Ma poi mi dico anche “Ormai son qui, cos’ho da perdere? Proviamo! I giorni che seguono li passo con la nuova agenzia locale, che si rivela ottima. Personale professionale e amichevole, perfetta conoscenza del territorio e charity project (vero) in corso.

Spoiler: la nuova agenzia è ora una dei corrispondenti locali in Vietnam di Liberi nel Mondo.

Mal di stomaco e distillato dai poteri miracolosi in Birmania

Imprevisto tipico numero quattro: malattia. Anche nel dolore si può trovare qualche gioia!

Viaggio in Birmania. Ecco, stavolta mi tocca. Lo spauracchio di ogni viaggiatore si avvera: mi ammalo in viaggio. Durante il viaggio avevo avuto parecchi problemi con il cibo, il che è una sensazione strana per me che mangio sempre di tutto! In particolare in zona Bagan usano un olio per cucinare che si è rivelato non molto amichevole verso il mio stomaco. Insomma sì, non digerivo ed ero bloccata.

Decido comunque di visitare il monte Popa. Durante la trasferta verso il monte racconto al mio autista del mio malessere. Lui si ferma in un baracchino dove producono un distillato dalla palma. Cerco di farlo ragionare “dico io, sono le 8 del mattino…. non lo bevo!”, ma lui insiste. Ne bevo un bicchierino: mai sollievo allo stomaco fu più gradito! Dolore passato come per miracolo. L’effetto collaterale sono state le corse al bagno il giorno dopo, ma in un paio di giorni ero come nuova.

Ecco la morale della favola. Che si tratti di una banale diarrea o di una malattia più grave ammalarsi in viaggio è sempre una seccatura. Il cambio di clima e di cibo possono creare vari fastidi, ma se ciò accade l’importante è non abbattersi.

Diamo al nostro corpo il tempo che serve per riprendersi e anche se ciò comporta la perdita di qualche tappa del viaggio poco male. Il riposo forzato può portare a socializzare con lo staff dell’hotel che si prende cura di noi o con altri viaggiatori finiti nella stessa situazione. Scoprirete poi che ogni paese ha i suoi rimedi della nonna.