Ormai “turismo solidale” è più che di moda: è un’espressione già entrata nell’uso comune. Ma sappiamo davvero cosa si intende per turismo solidale?

Per noi di Liberi di Mondo è l’unico turismo possibile, perché per noi il viaggio è conoscenza, una conoscenza bidirezionale che ci porta ad incontrare persone e a vedere luoghi in un’ottica di scambio e rispetto. Insomma, per noi turismo solidale è roba seria. Ecco perché vogliamo parlarvene.

ps: serio non vuol dire noioso! Il turismo solidale può essere molto divertente perché vi farà vivere situazioni inconsuete che vi resteranno per sempre nella memoria.

Turismo solidale, sostenibile, responsabile o ecoturismo?

Turismo solidale è un termine spesso usato in maniera inappropriata. A volte viene furbescamente usato da agenzie di viaggi e tour operator per invogliare i clienti ad acquistare pacchetti di viaggio in luoghi lontani, dal fascino esotico, facendo leva sulla bontà (o sui sensi di colpa!) del cliente.

Un turismo solidale genuino non può prescindere da un comportamento attivo, o meglio prima ancora un’attitudine, una volontà di conoscere e di non danneggiare persone e luoghi del paese che si va a visitare. Solidale è il turista che vuole conoscere popoli e culture, rispettandole e portando loro dei benefici anziché danneggiarle.

Certo, è più facile aprire il catalogo di un famoso tour operator, scegliere un pacchetto preconfezionato e soggiornare in un megahotel sulla spiaggia, ma in questo modo danneggiamo la popolazione locale. Perché? Perché i guadagni vanno ad un’azienda multinazionale e alla popolazione locale resta ben poco. Perché spiagge ed altri paesaggi incantevoli vengono devastati per costruire strutture ricettive che incontrino il gusto dei turisti occidentali, con gravi danni per l’ambiente. E questo solo per menzionare i danni più evidenti. Ci sono molti effetti culturali meno evidenti ma che a lungo andare possono snaturare culture e tradizioni. Insomma, un turismo poco consapevole può creare seri guai!

Il concetto di turismo solidale ha molti tratti in comune con il turismo sostenibile ed il turismo responsabile, altri concetti ormai entrati nell’uso comune ma spesso fraintesi.

Nel caso del turismo sostenibile l’accento è sull’impatto ambientale che le attività legate al turismo hanno sui luoghi visitati mentre nel caso del turismo responsabile si prende maggiormente in considerazione l’impatto etico. Un’altra cosa ancora è l’ecoturismo, che pone l’accento sul contatto con la natura: attenzione però, diversamente da quel che si potrebbe pensare l’ecoturismo non è necessariamente sinonimo di turismo sostenibile.

Sebbene siano concetti diversi, turismo solidale, turismo sostenibile e turismo responsabile hanno molti aspetti in comune che secondo noi si possono riassumere in due parole chiave: consapevolezza (di ciò che si fa) e rispetto (dell’altro).

Senza addentrarci in definizioni e discussioni accademiche, vorremmo anche noi dire la nostra sul turismo solidale ed invitare chi ci legge a lasciare una traccia positiva nei luoghi che visitano. Tutti possono ( e devono) fare turismo solidale!

I falsi miti sul turismo solidale

L’espressione “turismo solidale” è molto usata ma poco conosciuta! Sono ancora tanti i falsi miti legati al turismo solidale, falsi miti che spesso diventano “scuse” per ripiegare su forme di turismo meno rispettose delle popolazioni locali. Vediamo i più comuni.

Il turismo solidale è roba da ricchi

La scusa più frequente che viene accampata da chi non ha interesse a fare turismo solidale è che “il turismo solidale costa”. Molte persone, in buona o cattiva fede, sono convinte che per fare turismo solidale sia necessario prenotare un pacchetto con una costosissima agenzia specializzata.

La verità è che la definizione di turismo solidale non ha a che fare nè con il costo della vacanza nè con la scelta agenzia/fai da te. Si può fare turismo solidale anche organizzando tutto da soli. È vero anche che le agenzie (serie!) che collaborano direttamente con operatori locali spesso sono in grado di offrire tariffe più vantaggiose rispetto ai grandi tour operator.

I viaggiatori zaino in spalla fanno turismo solidale

Altra idea diffusa è che i viaggiatori indipendenti siano persone responsabili che fanno turismo solidale e sostenibile. Purtroppo non è così. I viaggiatori backpacker sono sicuramente meno esigenti rispetto al turista medio per quanto riguarda la comodità e non hanno problemi a dormire in sistemazioni economiche come ostelli e homestay o a preferire mezzi pubblici piuttosto che taxi o auto private.

È vero che molti di loro hanno una mentalità aperta, sono curiosi e vogliono interagire con la gente del posto ma questo non significa necessariamente che siano turisti solidali.

L’esempio tipico del viaggiatore zaino in spalla che non fa turismo solidale è il ragazzo giovanissimo che si organizza un viaggio di qualche mese o un anno ed è interessato più al divertimento che all’esperienza culturale. Niente di male nel divertimento, purché si mantenga il rispetto delle persone e dell’ambiente… e questo purtroppo non sempre avviene.

viaggiatore zaino in spalla

Se viaggio a contatto con la natura faccio turismo sostenibile

Diversamente da quanto si crede, fare una vacanza immersi nella natura non significa necessariamente fare turismo sostenibile. Il bel panorama piace a tutti, ma come ci si è conquistati quel bel panorama? Prenotando un resort di proprietà di una multinazionale, costruito devastando una spiaggia o una porzione di foresta? Questo decisamente non è turismo sostenibile.

Credeteci, ne abbiamo viste parecchie di ecolodge immerse nella natura che erano “eco” solo nel nome… quindi occhio quando prenotate!

resort green

Dare soldi ai bambini poveri è un buon esempio di turismo solidale

Uno dei falsi miti più difficili da sfatare è quello dell’elemosina. E questo è un discorso complesso, ma abbiate la pazienza di lasciarci spiegare. La nostra spiegazione è molto semplificata, ma ha basi serie: se volete saperne di più ci sono fior fior di saggi di economia e cooperazione internazionale sull’argomento.

In alcuni paesi asiatici o africani il turista viene letteralmente preso d’assalto da persone di ogni età, ma soprattutto bambini, che chiedono l’elemosina. Il turista di buon cuore ma ingenuo e poco informato non riesce a non dare qualcosa. In fondo è più ricco, no, quindi è giusto che dia qualcosa? Cosa può costare a noi occidentali dare una monetina o una caramella a un bambino che ha più bisogno di noi? E poi è così carino quel bambino, proprio non si può dire di no a quei begli occhioni che ti guardano con tanta speranza!

Il fatto è che fare l’elemosina crea un sistema perverso di dipendenza per cui non si incentiva lo sviluppo economico delle popolazioni. In altre parole, con un gesto semplice e sincero come dare dei soldi anziché aiutarle contribuiamo a mantenerle in povertà.

Oltre a creare dipendenza, il turismo caritatevole ha dannosissimi effetti culturali perché perpetua l’immagine del ricco turista bianco che aiuta il povero africano, mentre il turista solidale deve porsi sullo stesso piano delle popolazioni che va a incontrare. Siate curiosi, cercate di parlare con la gente del posto, sorridete. Imparate qualche parola nella lingua locale, magari le più semplici come “grazie” o “ciao”: vengono apprezzate in tutto il mondo!

fare elemosina in viaggio

Il turismo solidale è per tutti

Quel che ci premeva chiarire con quest’articolo è che tutti possono fare turismo solidale, indipendentemente dal budget a disposizione per la propria vacanza!