Siamo state molto combattute se scrivere o no questo articolo.

Ci eravamo lasciati a fine febbraio con un articolo sul sitar indiano, un argomento leggero, di puro intrattenimento, introdotto come sempre da un’immagine a colori. L’articolo successivo è stato pubblicato in data del 5 marzo: una sola settimana e tutto era già cambiato.

Anziché farvi scoprire curiose tradizioni asiatiche o parlarvi dei posti in cui ci piacerebbe portarvi l’unica cosa che ci sentivamo di dire è: “Non viaggiate”. Il nostro articolo dal titolo Viaggiare o non viaggiare? non lasciava spazio a dubbi o esitazioni, ed era introdotto dalla prima immagine-copertina in bianco e nero del nostro blog.

Nei giorni frenetici di fine febbraio in cui tutto cambiava da un’ora all’altra avevamo scritto un post Facebook descrivendo la situazione in tutte le destinazioni di Liberi nel Mondo. Ancora pochi contagi o nulli, frontiere aperte e noi pronte a rassicurare i viaggiatori. Poche ore dopo la pubblicazione esplode la bomba: primi casi in Italia, di lì a poco inizia il lockdown nelle zone rosse, poi si estende a tutto il paese. Cancelliamo subito il post perché ci sembra di cattivo gusto. Il 5 marzo, quando viaggiare legalmente era ancora possibile, invitiamo tutti a non farlo. E che accade di lì a poco? Arriva l’invito ufficiale delle autorità governative a non viaggiare, e poi il divieto, e il nostro articolo a quel punto è inutile perché non c’è più bisogno di chiedersi se viaggiare o no.

Ha senso scrivere di viaggi quando non si può viaggiare?, ci siamo chieste. E anche in questo caso la risposta che ci siamo date è stata: “No”.

Alla proliferazione di contenuti sul web e sui social media abbiamo preferito il silenzio. Niente dirette, post Facebook praticamente azzerati, blog in stand-by con una sola eccezione dedicata al nostro impegno con Amanutenta per aiutare gli italiani bloccati all’estero, l’unico argomento di cui in quei giorni strani ci sembrava potesse essere utile parlare. Anche questo articolo ha la foto-copertina in bianco e nero.

Perché siamo state zitte?

Perché prima di aprir bocca, pardon mettere mani alla tastiera, volevamo seguire l’evolversi della situazione per evitare di parlare a vanvera. Volevamo dare un contributo che avesse un significato, non intasare di parole inutili una rete già ingolfata di live e post dai toni apocalittici. Volevamo anche rispettare il dolore di chi ha sofferto la perdita di una persona cara.

Oggi timidamente vogliamo riprendere la pubblicazione di articoli e post.

Perché lo facciamo, se ancora non si può viaggiare e al momento è impossibile fare previsioni su quando si potrà tornare a viaggiare in Asia?

Perché vogliamo lanciare un segnale di ottimismo. Vogliamo respirare aria di ripresa. E soprattutto vogliamo riprendere in mano il nostro sogno.

Liberi nel Mondo è un progetto nato pochi anni fa dalla nostra esperienza di viaggiatrici, prima, e di professioniste del settore viaggi poi. Nasce dalla voglia di condividere la nostra passione del viaggiare apprezzando i luoghi visitati senza fretta, scoprendo le perle che si nascondono in angoli remoti ignorati dal turismo di massa, sostenendo le comunità locali e rispettando la natura.

È un progetto a cui abbiamo dedicato tanto tempo, tempo che a volte abbiamo portato via alle famiglie, agli amici, alle nostre passioni e alla forma fisica. Era decollato: di anno in anno le richieste di informazioni aumentavano e così pure il numero dei viaggiatori che avevamo portato nei paesi da noi tanto amati. Le premesse per quest’anno erano buone… erano.

Ecco perché torniamo a pubblicare: abbiamo bisogno di riappropriarci del nostro sogno. Lo dobbiamo a noi stesse, lo dobbiamo alle persone a cui abbiamo sottratto tempo, alle persone che si erano rivolte a noi nei primi mesi di quest’anno e alle persone che ci hanno supportato con affetto.

Lo facciamo piano piano, in ascolto dei segnali che ci vengono dall’esterno, pronte a fermarci di nuovo se qualcosa ci fa ritenere che sia poco opportuno scrivere di viaggi. Valuteremo di settimana in settimana la frequenza delle pubblicazioni e gli argomenti.

Per noi è come se oggi iniziasse un viaggio, forse il più lungo da noi intrapreso ma di cui sentiamo tanto il bisogno. Destinazione speranza. E per questa bella occasione lasciamo stare le immagini-copertina in bianco e nero e optiamo per un’esplosione di colori.