La terza puntata del nostro viaggio alla scoperta dei templi più belli della Birmania ci porta a Mawlayine (o Moulmeni),  una città adagiata lungo le rive del fiume Thanlwin, a sei ore dalla capitale Yangon.

Capitale dello Stato Mon, nella Bassa Birmania, è la quarta città più importante della Birmania. Dista 300 km da Yangon e circa 70 da Thaton.

Arrivarci non è semplicissimo e questo scoraggia molti turisti. Per questo motivo nonostante sia un’affascinante città che mescola una natura lussureggiante, templi tra i più belli del paese e un interessante melting pot culturale non viene inserita nei classici itinerari turistici della Birmania.

Di Mawlamyine si innamorarono gli scrittori Kipling e Orwell, che la celebrarono nelle loro opere. Fatevi rapire anche voi dalla particolare atmosfera di questa poco visitata città!

Gli edifici religiosi di Mawlayine

Nel nostro viaggio alla scoperta dei mille templi della Birmania ci siamo concentrate sui templi buddhisti, e così faremo anche nella puntata dedicata a Mawlayine. Val la pena però ricordare che Mawlayine è una ex città coloniale dove ancora sono evidenti le tracce lasciate dalla dominazione straniera.

Questo significa che passeggiando per la città potrete imbattervi con la stessa facilità in templi buddisti, templi indù, moschee e chiese. Qua e là potrete cogliere influenze birmane, cinese e indiane.

Kyaikthanlan Paya

Il Kyaikthanlan Paya è una delle attrazioni più famose della poco turistica Mawlamyine. Questa magnifica pagoda è costruita su un altopiano in cima a una montagna che domina la città dall’alto e si raggiunge a piedi attraverso una scalinata coperta. Per evitare gli ultimi metri, i più ripidi, è stato costruito un ascensore.

Una volta arrivati in cima si può godere di una splendida vista sulla città e sulla campagna circostante: il luogo ideale per ammirare uno spettacolare tramonto nonché il luogo che catturò il cuore dello scrittore britannico Rudyard Kipling (l’autore del “Il libro della giungla”) ispirandogli una celebre poesia che nel Regno Unito fa parte del repertorio classico da studiare.

Il titolo della poesia è “Mandalay” e inizia così:

By the old Moulmein pagoda, lookin’ lazy at the sea
There’s a Burma girl a-settin,’ and I know she thinks o’ me.

Nonostante tutte le guide turistiche parlino più della scalinata per arrivare e della poesia di Kipling, la pagoda in sé è una vera bellezza, tutta scintillante d’oro.

Mahamuni (Bahaman) Paya

Il più grande edificio religioso buddhista a Mawlamyine e probabilmente il più sfarzoso è il Mahamuni Paya, un complesso di templi costruiti in tipico stile Mon collegati tra loro da passerelle in mattoni.

Il “pezzo forte” del complesso è il tempio Bahaman Paya (da non confondere con il Bahaman Paya di Mandalay), adornato da una quantità incredibile di specchi, rubini e diamanti.

Il Mahamuni Paya si trova a nord del più famoso Kyaikthanlan Paya, a cui è collegato da una scalinata coperta.

Yadarbon Myint

Una vera perla poco visitata è il monastero di Yadarbon Myint (o Yadanar Bon Myint). In questo piccolo tempio sono custoditi alcune delle più preziose incisioni raffiguranti il Buddha di tutto il paese. Furono commissionate dalla regina Sein Don, una delle mogli del penultimo re di Myanmar (per la cronaca, ne ebbe 45).

Sein Don giunse a Mawlamyine in seguito all’occupazione di Mandalay da parte degli inglesi nel 1885 e volle ricreare l’atmosfera sfarzosa della capitale. Poiché molti tesori del palazzo reale di Mandalay sono andati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale, il patrimonio artistico di Yadarbon Myint viene considerato di eccezionale valore.

Al centro della sala troneggia una statua del Buddha curiosamente illuminata da variopinte luci al LED.

Purtroppo il tempio non è ben curato, forse perché poco visitato, ma chi l’ha visto lo considera una delle attrazioni da non perdere a Maylamyine.

Win Sein Taw Ya

Nei dintorni di Mawlamyine a circa 20 km dal centro città, si nasconde Win Sein Taw Ya, la più grande statua di Buddha reclinato al mondo… più grande di quella famosissima al Wat Pho di Bangkok e decisamente meno visitata! Non è dorata, ma questa colossale statua alta 30 metri e lunga 180 vi lascerà ugualmente a bocca aperta per la meraviglia.

La costruzione di questa gigantesca statua iniziò nel 1992 e non venne mai terminata. Mentre l’abbandono dei lavori non appare evidente all’esterno, con il corpo del Buddha completato e colorato, appare subito evidente entrando all’interno.

Sì, l’interno della statua è visitabile. Non solo potete camminare DENTRO un Buddha reclinato ma anche uscire dalle orecchie e godervi una splendida vista panoramica! Lungo i corridoi che percorrono l’interno del Buddha si trovano anche statue variopinte, alcune piuttosto macabre. Ricordatevi di lasciare una donazione ai monaci al termine della vostra visita.

Di fronte al Win Sein Taw Ya giace abbandonata una statua incompleta di simile fattura iniziata nel 2012.

Nwa-la-bo Pagoda

Altro tempio imperdibile di Mawlamyine è la pagoda Nwa-la-bo, una versione più piccola ma più spettacolare della più celebre Kyaiktiyo. Tre massi di roccia dorati al bordo di una vertiginosa rupe fanno da base a una tradizionale stupa.

Pa-Auk-Taw-Ya Monastery

Il monastero Pa-Auk Tawya (o Pa-Auk Forest Monastery) è uno dei più famosi centri di meditazione della Birmania.

Fondato nel 1926, è un monastero buddista Theravada dedicato all’insegnamento e alla pratica della meditazione Samatha e Vipassana. Sorge nel mezzo di una foresta nelle montagne del Taung Nyo, a soli 15 km dalla città.

Se cercare un luogo adatto ad un’esperienza spirituale questo certamente farà al caso vostro. Attenzione però: dovrete essere pronti ad accettare le strette regole di vita monastica.

Kyaikmaraw Paya

Un luogo di serenità a soli 15 km dal centro di Mawlamyine è il tempio di Kaykmaraw Paya. La strada per raggiungerlo attraversa villaggi pittoreschi circondati da verdi risaie e palme da zucchero.

Il santuario principale, posto nella piazza centrale del complesso, è costruito in tipico stile Mon del XV secolo. Qui potrete vedere una statua del Buddha in un’insolita posizione seduta “all’occidentale” (come se fosse su una sedia), anziché la tradizionale versione a gambe incrociate.

Date un’occhiata anche al soffitto in legno intarsiato, alle bellissime vetrate nelle mura esterne, le colonne decorate con tasselli a specchio e i pavimenti in piastrelle di ceramica.