Qual è il migliore augurio per il 2021? Come convivere serenamente con la delusione di non sapere ancora quando potremo tornare a viaggiare liberamente?

In quest’anno difficile che sta per concludersi (finalmente, dirà più di qualcuno!) noi abbiamo sempre voluto essere positive, guardare al futuro con speranza e non abbandonare mai i nostri sogni. Per farvi (e farci) gli auguri di buon anno ci siamo regalate una chiacchierata con una persona speciale: Elizabeth Sunday, un’insegnante di yoga e meditazione capace di abbracciare il cambiamento fino a farne quasi una filosofia di vita.

Abbiamo chiesto proprio a lei di traghettarci verso il nuovo anno con parole benauguranti non solo perché Elizabeth ama l’Asia come noi ma perché è una donna che si è reinventata più volte nel corso della vita. Per usare parole sue insegue la passione, non la pensione, e rincorre i sogni in aereo.

Di passioni Elizabeth ne ha tante, e più d’una di queste è diventata una professione. Era un’insegnante con un posto fisso e avrebbe potuto vivere una vita tranquilla, senza scossoni, ma quando quel posto fisso ha iniziato a smorzare il suo entusiasmo per la vita Elizabeth è partita per un lungo viaggio. Da allora ha collezionato una lunga serie di esperienze: è stata volontaria, cooperante, scrittrice, imprenditrice digitale, organizzatrice di viaggi in Oman. Oggi insegna yoga e meditazione… al momento online, magari chissà in futuro lo farà in presenza! O forse no: perché Elizabeth sa accogliere le opportunità che si presentano e sa anche come dare una spinta affinché le cose accadano.

Ci sembrava che una persona così, solare e instancabile, fosse la guida migliore per non rimanere fermi anche quando gli spostamenti sono vietati per legge. E abbiamo azzeccato in pieno: le sue parole sono davvero una bussola per orientarci verso un nuovo inizio liberi da ansie e pensieri negativi.

sulla strada elizabeth sunday

Ciao Elizabeth, grazie per aver accettato di essere intervistata. Siamo a conclusione di un anno particolare: ci puoi raccontare tu come l’hai vissuto?

Da un punto di vista lavorativo ne ho risentito parecchio. Lavoravo in un tour operator che organizza viaggi in Oman e non abbiamo più lavoro dai primi di marzo, quando hanno iniziato a sospendere le crociere che arrivano a Salalah, nel sud dell’Oman. Da lì a breve hanno chiuso tutto e non hanno più riaperto per cui non lavoriamo più da circa un anno.

Fin da subito ho reagito bene, ho capito che avevo bisogno di uno stop per ricominciare da me. Mi ero messa da parte per fare questo lavoro che non era esattamente quello che volevo fare come via definitiva nella mia vita. Mi sono detta “Ok, ne approfitto” e ho preso il lato positivo della cosa. Ho trasformato il lockdown in Oman in un’occasione per rivedere la mia vita e crescere dal punto di vista professionale ed emotivo.

Ho iniziato a fare alcuni corsi di meditazione online  con il Tushita Meditation Centre ad Dharamshala in India dove già ero stata, e ho iniziato a insegnare yoga online. Avevo già fatto esperienze di insegnamento di yoga e meditazione in Nepal nel 2015 dopo aver preso la certificazione in India, ma non era diventata una professione. Quest’anno ho aperto una pagina e un gruppo facebook The Yoga Sisters Club con una mia amica, anche lei insegnante di yoga e personal trainer. Abbiamo deciso di unire le forze, ci siamo lanciate sul mercato italiano e abbiamo fatto delle lezioni insieme: lei dall’Australia insegnava yoga e io insegnavo meditazione e rilassamento.

Per me il lockdown è stato sicuramente un momento di crescita in cui ho tirato fuori la forza e mi sono reinventata, quando invece magari tante persone si sono buttate giù. Io credo che ci sia sempre una possibilità di ricominciare. Devi andare a vedere quali sono le tue doti nascoste, i sogni nel cassetto, quai cose si possono fare online…

elizabeth sunday

Come insegnante di yoga e meditazione hai notato un maggiore interesse per il tuo lavoro in quest’anno di difficoltà?

Assolutamente sì! Le persone che non erano preparate a stare sempre in casa – a differenza di persone come me che lavorano in maniera indipendente, spesso proprio da casa – ho visto che hanno patito di più e quindi hanno avuto bisogno di un supporto maggiore a livello emotivo. Hanno cercato strumenti che potessero sostenerli in questi momenti difficili e potessero aiutarli a capire cosa succede dentro di te quando vai nel panico, ti sale l’ansia. Alcuni si sono rivolti a uno psicologo, ma c’è stata molta richiesta anche per professionalità come la mia.

Alla data di oggi è ancora impossibile prevedere quando avremo nuovamente una totale libertà di movimento. Hai qualche consiglio da darci per non perdere la speranza di viaggiare presto e per gestire la delusione o la tristezza di non poter viaggiare?

Io credo che uno dei modi per non farsi prendere dalla tristezza di non poter viaggiare, e qui parlo per il viaggiatore non per i professionisti del turismo, è quello di continuare a rimanere in contatto con il mondo. Non isolarti, non tormentarti con frasi tipo “Oddio, sto qua tra quattro mura di casa, chissà quando potrò di nuovo uscire”. Guarda siti di viaggi e continua a riguardare le tue foto di viaggio per motivarti e dire “Ok, sarò di nuovo di felice, viaggerò di nuovo”.

A me serve. Sono andata a vedere le vecchie foto del mio viaggio in Cambogia, uno dei periodi più belli della mia vita, e mi sono resa conto che guardare le foto dei periodi belli della vita porta a sviluppare una positività per il futuro. La pandemia non sarà per sempre, storicamente tutte le pandemie sono iniziate, hanno subito dei picchi e poi sono scese. Come tutto nella vita, anche questo è impermanente. Teniamoci motivati ricordandoci le cose che ci hanno fatto felici nella vita.

Il tuo motto è: “Se davvero vuoi fare qualcosa non aspettare e inizia a farla. Subito.” Credi che sia possibile anche in questo momento segnato da tanta incertezza?

Sì. Pensa a tutte le persone che in questi mesi si sono prese il tempo per fare le cose che non avevano mai fatto prima!

Per esempio, in questo momento io sto prendendo una seconda certificazione per insegnare yoga e meditazione, sempre con una scuola indiana ma questa volta online. Sto studiando un metodo tradizionale indiano che da tanto tempo volevo studiare approfonditamente, ma non trovavo una scuola. Mi è capitato di trovarla quest’anno, e io non credo che le cose succedano per caso. Quando cerchi corsi e scuole arrivano sempre quando ne hai bisogno. Quindi mi sono detta “lo faccio adesso. Anche se sono bloccata e ferma lo faccio adesso”.

Una mia amica si è iscritta all’università, un’altra si sta prendendo la seconda laurea. Facciamo le cose che abbiamo sempre voluto fare. Adesso online, poi dopo ci butteremo nel mondo.

Il cambiamento è un tema centrale nel tuo lavoro e nel tuo blog Too Happy To Be Homesick. Come lo definiresti, è più una rapida inversione di rotta o un lento fluire?

All’inizio dev’essere un’inversione di rotta. L’inizio del cambiamento non può essere un seguire il fluire delle cose perché se tu non dai una spinta le cose non cambieranno mai. Quindi all’inizio cambiamento di rotta e poi seguire il fluire delle cose, ma devi metterle in moto! E il metterle in moto non finirà mai, soprattutto se non lavori per qualcun altro ma vuoi lavorare per te stessa. Quando poi le cose cominciano a fluire vanno come devono andare.

Noi di Liberi nel Mondo abbiamo un amore speciale per l’Asia, per cui vorremmo farti alcune domande su questo tema. A un certo punto della tua vita il posto fisso ha iniziato ad andarti stretto, hai chiesto un’aspettativa e sei partita: perché hai scelto l’Asia come inizio di una nuova fase della tua vita?

L’Asia ha scelto me. Io non ho mai contemplato l’Asia, sono una grande amante dell’Africa. Le prime esperienze di volontariato che ho fatto sono state in Kenya e in Madagascar e la mia idea era di tornare lì. Volevo sfruttare la possibilità di prendere un’aspettativa dal lavoro per fare un’esperienza di volontariato lunga di un anno e mi sono rivolta nuovamente all’associazione con cui avevo fatto le prime esperienze, la Vides di Roma, convinta che mi mandassero in Africa. E lì mi dicono “Cerchiamo una figura come te, con le tue esperienze e le tue conoscenze, per un progetto in Cambogia”.

A me è caduta la mandibola! Non m’interessava per niente. Però poi mi son detta “Vabbè, dai, si vede che è l’Asia che sta chiamando me” e così ho accettato seppur malvolentieri. Poi invece mi ha cambiato totalmente la vita e anche per me, come per voi, è sbocciato l’amore per l’Asia.

Elizabeth Sn

Tra le tante esperienze che hai fatto in Asia e che hanno segnato la tua vita c’è anche quella di 10 giorni di meditazione Vipassana. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta e raccontarci i tuoi ricordi di quell’esperienza?

La meditazione Vipassana si apprende con corsi di 10 giorni che vengono organizzati in tutto il mondo e sono gratuiti. A fine corso se senti che l’esperienza ti ha dato qualcosa lasci un’offerta libera. Io ne fatti tre finora, due in Myanmar e uno in India. Mi hanno assolutamente cambiato la vita.

Ero già entrata in contatto con la meditazione vipassana per la prima volta nel 2004 grazie ad una persona che avevo conosciuto a un corso di teatro. Avevo comprato i libri, ma non avevo mai dato uno sviluppo a questa cosa. Poi le cose che sono utili per te ritornano nella tua vita, e così più tardi ho frequentato i corsi e ho approfondito la meditazione vipassana metodo Goenka.

Questo metodo consiste nel concentrarsi sul respiro, l’aria che entra ed esce dalle narici, cercando ogni volta che ti distrai di tornare sul respiro per essere consapevole. I cardini di questo metodo sono allontanare la sofferenza che viene dall’attaccamento alle cose e alle relazioni e non accettare che tutto è impermanente. Culturalmente in Occidente noi siamo legati al concetto che tutto è permanente. In realtà moriamo, le cose possono cambiare da un momento all’altro (come la pandemia ci ha insegnato molto bene!), una relazione che sembrava splendida può finire… Mi ha cambiato accorgermi di questo.

I corsi di dieci giorno ti guidano a stare in meditazione dalle 4.30 di mattino fino alla 9 di sera, non consecutivamente ma per un totale di 8 ore di meditazione al giorno in cui non parli. Al primo giorno ti prendono tutti i dispositivi elettronici, non devi leggere niente. Devi solo fare meditazione e guardarti dentro. Non tutti riescono a completare il corso perché guardarsi dentro è un’operazione dolorosa, possono venire attacchi di panico, inizi a piangere… Le reazioni sono le più diverse.

Se riesci a resistere fino alla fine ti cambia la vita. Il decimo giorno rinasci. Al punto che quando esci di lì quasi ti dà fastidio riaccendere il telefono e essere inondato di notifiche. Ti rendi conto che puoi vivere senza internet. Stare sempre connessi ci ha un po’ rovinato la vita perché non viviamo più, o meglio viviamo attraverso ad uno schermo che è una cosa diversa. Parla una che è molto attaccata ai social perché ho un blog e una pagina molto seguita! Bisogna cercare di staccare un po’ altrimenti la nostra vita finisce online.

Pensi che questo tipo di meditazione possa aiutare le persone a vivere con più serenità questo periodo difficile?

Assolutamente sì. Ti aiuta ad accettare quello che sta succedendo. Uno dei cardini del metodo è proprio questo: quando mediti e ti vengono in mente cose negative, ansie, paure, la morte che c’è intorno a te, tu devi guardare alle cose per come sono e non per come vorresti che fossero o come dovrebbero essere. Guardando le cose in questo modo la meditazione ti aiuta ad accettarle. Si inizia con poco, 10 minuti al mattino, e ci vuole disciplina, ma poi ti calma la mente.

Faccio anche un altro tipo di meditazione, la meditazione sulla compassione di origine buddista tibetana. Serve per avere compassione per te che soffri, perché tutti soffriamo nella vita (la vita è più sofferenza che gioia), e per le persone che ti stanno intorno e a cui vuoi bene. Il passo successivo è provare compassione anche per le persone che ti fanno del male.

Nel buddismo dicono: “Il tuo nemico è il tuo insegnante” perché un nemico ti aiuta guardarti dentro nelle tue reazioni e a dire “Non voglio essere così”.

Torniamo in Asia. Quali sono i luoghi che ti sono rimasti più nel cuore?

Cambogia, India e Thailandia. In assoluto il preferito è la Cambogia.

Potresti dirci tre validi motivi per viaggiare in Asia?

1. Perché l’Asia ti apre la mente. È una cultura talmente diversa dalla nostra che ti fa riflettere, ti aiuta a vedere le cose sotto un altro punto di vista che non è quello occidentale.
2. Per ricaricarsi. I ritmi lenti, il buddismo, il mare stupendo, le isole, le spiagge… in Asia ti ricarichi!
3. Per reinventarsi. Durante un viaggio da solo nel sud-est asiatico ti vengono talmente tante idee nuove, ti stacchi da tutto, puoi essere una persona diversa… o addirittura essere te stesso.

… e tre cose che è meglio sapere di partire?

1. Fa caldissimo, a parte in Nepal e poche altre zone. Una persona che soffre il caldo deve pensare bene a quando andare. In Cambogia ad esempio a dicembre, gennaio e febbraio si sta bene, in altre stagioni fa caldissimo ed è un caldo umido, difficile da sopportare. Ci sono poi da considerare i monsoni: se visiti un paese durante la stagione delle piogge magari non ti godi tanto il viaggio.
2. È necessario fare un’assicurazione di viaggio. Gli ospedali locali non hanno gli standard europei. In caso di emergenza può essere necessario rivolgersi a cliniche private che hanno costi elevatissimi, parliamo anche di svariate migliaia di euro.
3. Questo vale per la Cambogia, non so in altri paesi: fare attenzione alla microcriminalità di strada. C’è una tale povertà che furti e scippi ai turisti sono frequenti.

Ci piacerebbe concludere le pubblicazioni sul blog di quest’anno con un messaggio benaugurante. Se dovessi fare un augurio a te stessa e al mondo per il 2021, quale sarebbe?

Il mio augurio è che si possa imparare da questa pandemia che tutto è impermanente, tutto può cambiare da un momento all’altro e tutto può accadere. Se tutto può accadere, anche tu puoi fare accadere le cose che vuoi veramente.

Accogliamo il 2021 con il cuore aperto, con l’idea che le difficoltà possono trasfomarsi in occasione, e lasciamo al 2020 le cose che ci tirano giù per iniziare il 2021 leggeri e nuovi.

Grazie, davvero uno splendido messaggio per iniziare il nuovo anno!

Elizabeth Sunday in Asia

Per saperne di più su Elizabeth Sunday potete leggere il suo blog Too Happy to be Homesick e seguire i suoi canali social:

Pagina Facebook Too Happy to be Homesick: https://www.facebook.com/Toohappytobehomesick/

Canale Instagram Too Happy To Be Homesick: https://www.instagram.com/elizabethsundaylife/

Gruppo Facebook The Yoga Sisters Club: https://www.facebook.com/groups/theyogasistersclub