Per molti di noi il primo impatto con la cucina indiana è avvenuto durante una vacanza a Londra, nella forma di un pollo al curry innaffiato da una pinta di birra pale ale. La diffusione e popolarità in Gran Bretagna è tale che il pollo al curry viene considerato un piatto nazionale britannico: caso curioso e raro in cui i colonizzatori non hanno influenzato la cucina locale, al contrario ne sono stati influenzati.
Mangiare cucina indiana in India è un’esperienza lontana anni luce dal gustare un piatto di chicken curry in un pub britannico. E già parlare di cucina indiana è una forzatura, perché date l’enorme estensione dell’India e le varietà geografiche e culturali tra le sue regioni si sono sviluppate differenti tradizioni gastronomiche, diversissime tra loro. Potrebbe essere uguale la cucina del nord dell’India, con le sue alte vette e un territorio difficile per l’agricoltura, e delle regioni del sud caratterizzate da un clima tropicale? Ovviamente no.
Ci sono poi molti falsi miti da sfatare sulla cucina indiana. Ad esempio, la cucina indiana è famosa per essere molto speziata e in alcuni casi molto piccante. In realtà anche la cucina in India si ispira ai principi dell’ayurveda, per cui nella scelta degli ingredienti e nelle pratiche della cottura vi è sempre la ricerca di un equilibrio. Si pensi a come vengono miscelate, sfumate e armonizzate le spezie nel masala.
Altro falso mito è che la cucina indiana, proprio perché così speziata, non sia gradita ai bambini. Esistono moltissimi piatti indiani di cui i bimbi vanno ghiotti, si pensi a snack come le samosa o alcuni dolci poco noti in Italia.
Ingredienti tipici della cucina indiana
Quali sono gli ingredienti più usati nella cucina indiana? È vero che in India non si può mangiare carne di manzo? Ci sono piatti vegetariani in India? Scopriamolo insieme!
Spezie
Le spezie sono uno degli ingredienti principi della cucina indiana, tanto da esserne diventate l’elemento caratterizzante agli occhi di noi occidentali.
Coriandolo, cumino, cardamomo, pepe nero, semi di finocchio, senape, chiodi di garofano, peperoncino e curcuma aggiungono sapore e colore ai piatti tipici della tradizione, ma hanno anche altre importanti funzioni.
La loro diffusione è stata certamente favorita dalle loro benefiche proprietà: le spezie hanno funzioni antisettiche e antibatteriche per i cibi, mantenendoli freschi più a lungo. Inoltre hanno una funzione rinvigorente per il corpo e aiutano la digestione… certo, non fanno miracoli per cui se vi siete ingozzati a dismisura non pretendete che sia una spezia a farvi mandare giù tutto! 🙂
Carne
L’uso della carne nella cucina indiana è strettamente legato alla religione. Secondo la religione indù la mucca è un animale sacro, pertanto nelle zone a maggiorenza induista non aspettatevi di mangiare piatti a base di manzo.
Per i musulmani invece è la carne di maiale a essere proibita dalla religione: tenete presente che la religione islamica è la più grande minoranza religiosa in India, quindi se non riuscite a fare a meno di carne di maiale pianificate bene i vostri itinerari!
Nessun problema invece per chi ama la carne di pollo, agnello e montone, presente un po’ in tutta l’India.
Legumi e verdure
L’India è una meta fantastica per i vegetariani, che per una volta non si sentiranno in minoranza e non dovranno faticare a trovare piatti gustosi senza dover modificare la loro dieta. Ben un terzo della popolazione indiana è vegetariana e l’uso di verdure è diffusissimo in tutta l’India.
L’ingrediente principe della cucina vegetariana in India sono sicuramente i legumi e in particolare le lenticchie, disponibili in un’incredibile quantità e qualità di varianti. La più famosa è forse la lenticchia rossa masoor; altri legumi molto usati nella cucina indiana sono i fagioli neri (urad), i ceci (chana), i piselli piccoli o gialli (toor).
Pane
Caso raro della cucina asiatica, in India il pane è molto diffuso. Il tipico pane indiano è il Naam, un impasto lievitato di origine pakistana cucinato nei tradizionali forni in argilla chiamati tandoor. Nell’impasto è presente anche lo yogurt, che conferisce al pane gusto e morbidezza.
Un altro pane indiano tipico è il Chapati o roti: è un pane non lievitato, cotto su una padella di ferro (tari). Per la sua forma piatta e tonda ricorda un po’ una piadina.

Piatti tipici della cucina indiana
Dell’incredibile varietà di piatti della tradizione culinaria indiana abbiamo deciso di presentarvi i più famosi, ma vi invitiamo a essere curiosi e ad assaggiare le specialità regionali, anche quelle totalmente sconosciute!
Pollo al curry
Il re della cucina indiana al di fuori dell’India è sicuramente il pollo al curry o chicken tikka masala, un piatto dalle origini incerte e di cui oggi esistono numerosissime varianti. In sostanza si tratta di pezzi di pollo cotti in padella con una delicata e cremosa salsa speziata di colore arancione a base di pomodoro, panna o yogurt e curry e servito accompagnato da riso o pane naam, ma come dicevamo le varianti sono tantissime. Provate a cercare in internet la ricetta per fare il pollo al curry indiano e vedrete che non riuscirete a trovarne due uguali!
Durante il vostro viaggio in India dovete mangiarlo almeno una volta, per poter stabilire se lo fanno meglio gli indiani o gli inglesi! Noi la risposta la sappiamo già, ma vi lasciamo il gusto di scoprirla. Sono esclusi da quest’obbligo solo i vegetariani.
Pollo tandoori
Un’altra ricetta tipica indiana a base di pollo è il pollo tandoori: la carne viene marinata con spezie e yogurt e poi cotta nel forno tradizionale in argilla, che si chiama appunto tandoori.
Dahl
Il dahl (scritto anche daal o dal) è un nome generico per indicare piatti a base di legumi. La lenticchia rossa è la più usata, spesso cotta con latte di cocco e spezie. È un piatto caldo gustoso e confortante, simile a una zuppa.
Samosa
I samosa sono lo snack indiano più popolare e il piatto street food indiano per eccellenza. Tipici del nord dell’India, sono dei fagottini ripieni di forma triangolare che vengono fritti. Il ripieno è un genere un mix di verdure (spesso patate) e spezie, ma esistono anche versioni con carne.

Cosa bere in India
L’India ha una gran varietà di bevande tipiche analcoliche, per cui bere in India è un’attività gustosa e sana!
Quando vi sentite la bocca in fiamme per le troppe spezie datele sollievo immediato con un sorso di lassi, una bevanda diffusissima in India a base di yogurt e acqua. Ne esistono tantissime varianti: da provare assolutamente il lassi al mango, gustosissimo, e il lassi salato che è un vero toccasana per la digestione.
Attenzione a non farvi prendere dall’entusiasmo: quantità esagerate di lassi possono avere effetti … lassativi.
Un’altra bevanda da provare durante un viaggio in India è il tè Masala Chai, una reinvenzione indiana del classico tè inglese. È un tè nero speziato, in genere di varietà Assam o Ceylon, con aggiunta di latte. Viene servito zuccherato (molto zuccherato!) all’interno di una piccola tazzina ed è molto diffusa l’abitudine di berlo in abbinamento a piccoli snack, perlopiù salati.
Non fatevi mancare il frullato al cardamomo, una bevanda dalla preparazione complessa a base di semi di papavero, acqua, cocco, latte, zucchero e naturalmente semi di cardamomo.

Bevande alcoliche in India
Per quanto riguarda le bevande alcoliche è bene ricordare che in alcuni stati indiani sono vietati la vendita e il consumo di alcol. In questi stati (Gujarat, Kerala, Bihar, Nagaland e Manipur) è fiorito un mercato nero di bevande alcoliche realizzate con ingredienti scadenti e procedure non proprio ortodosse: consigliamo fortemente di NON acquistare alcol illegalmente per evitare i pericoli di salute dovuti al consume di bevande alcoliche adulterate.
In altri stati indiani è possibile bere alcol solo ad alcune condizioni oppure è legale ma ne viene proibito l’uso in coincidenza di festività religiose o altri giorni particolari (sono i cosiddetti “dry days”).








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