Sgombra di turisti, invasa dalla plastica: così è apparsa la popolare spiaggia di Kuta a Bali all’alba del primo giorno del nuovo anno. Mentre i viaggiatori occidentali sono ancora fermi nelle loro residenze causa restrizioni covid, i rifiuti sono liberi di viaggiare portati delle correnti. Ed ecco che i detriti depositati dalle maree diventano i nuovi villeggianti di una delle spiagge più famose dell’arcipelago indonesiano. Le uniche persone che si aggirano nella distesa di sabbia ricoperta da montagne di bottiglie, cannucce, borsette, sandali e altri rifiuti sono le autorità e i volontari impegnati nella pulizia della spiaggia.

Le “ondate di rifiuti” a Bali purtroppo non sono una novità, motivo per cui l’isola degli Dei è da tempo diventata il simbolo dell’eccessivo consumo e produzione di plastica nella società contemporanea. L’Indonesia è il secondo produttore al mondo di rifiuti di plastica, seconda solo alla Cina, e i turisti che affollano Bali, la più popolare meta turistica dell’Indonesia, vanno annoverati tra i responsabili di questa triste medaglia d’argento.

Nel 2018 c’era stata da parte del governo indonesiano un’importante presa di coscienza che aveva portato al divieto di borsette di plastica plastica monouso. Ma la marea di rifiuti che ha invaso la spiaggia di Kuta all’alba del primo gennaio 2021 dimostra che servono misure più drastiche e più efficaci.

Anche noi vogliamo dare il nostro contributo.

Il turismo sostenibile è da sempre uno degli ideali di Liberi nel Mondo e il nostro obiettivo per il 2021 è rendere ancora più tangibile il nostro impegno per l’ambiente. È per questo che dedichiamo il primo articolo dell’anno all’argomento “Cosa possiamo fare noi viaggiatori per ridurre l’impatto ambientale di un viaggio a Bali“. Bastano piccoli gesti per ridurre considerevolmente la mole di rifiuti da noi prodotta durante la nostra vacanza.

Scriviamo questa lista pensando a Bali, ma sono indicazioni valide per tutti i paesi del mondo che andrete a visitare.

Non comprare bottiglie di plastica

La regola d’oro per una vacanza plastic-free a Bali è non comprare bottiglie di plastica. Le bottiglie d’acqua o di bibite sono tra i rifiuti più comuni… e i più facili da evitare! Basta avere una borraccia da portare sempre con sé e riempire all’occorrenza.

L’obiezione più comune all’uso della borraccia in viaggio nasce dalla mancanza di fiducia nella qualità dell’acqua di rubinetto che si può trovare in certi paesi. Noi stesse consigliamo di bere acqua in bottiglia per motivi igienico-sanitari ai viaggiatori in partenza per il sud-est asiatico.

Bali è un caso particolare, perché i grossi problemi di inquinamento hanno fatto sì che molti hotel e guesthouse mettessero a disposizione degli ospiti un dispenser di acqua potabile con cui poter riempire le proprie borracce. In alcuni casi è richiesto un piccolo contributo, in altri casi invece è gratuito.

Non solo alberghi: anche molti bar offrono questo servizio. E per andare a colpo sicuro, senza dover chiedere in giro, potete usare l’app Refill My Bottle: una mappa interattiva vi permetterà di sapere immediatamente qual è la caffetteria, il bar, il negozio o il museo con servizio ricarica borraccia più vicino al luogo in cui vi trovate.

Rifiutare la cannuccia monouso

Un altro rifiuto che si trova comunemente nelle spiagge di Bali, o di tutto il mondo in realtà, e di cui si può fare tranquillamente a meno è la cannuccia.

L’idea migliore è proprio farne a meno, dicendo esplicitamente al cameriere che non volete una cannuccia nel vostro drink.

Se l’idea di trastullarvi con una cannuccia mentre bevete un cocktail o un succo di frutta è troppo esaltante per rinunciare partite equipaggiati di cannucce lavabili riutilizzabili. Esistono in commercio cannucce riutilizzabili dotate di piccolo contenitore con moschettone da agganciare alla borsa o allo zainetto, utili per chi teme di dimenticarle sempre in albergo!

I locali di Bali più attenti all’ambiente e alla sostenibilità hanno iniziato invece a usare cannucce realizzate in materiali naturali biodegradabili.

Usare borse per la spesa riutilizzabili

La messa al bando di buste di plastica è stato un primo importante passo per ridurre i rifiuti di plastica ma si può andare oltre al non usare buste di plastica: si può evitare di comprare buste monouso. Anche se di materiali biodegradabili, sono comunque un rifiuto inutile che spesso finisce nelle spiagge e nei mari.

Meglio avere una borsa riutilizzabile e portarla sempre con sé così da non dover bisogno di una busta ogni volta che si compra qualcosa. E ricordate di portarla a casa una volta finita la vacanza per continuare a usarla fino a quando non è più possibile. A quel punto se è una borsa in tela potete romperla e fare stracci! O se è in altri materiali siate creativi e cercate un altro modo per dare un secondo uso alla vostra borsa.

Usare prodotti di cosmesi solida

Usare la cosmesi solida in viaggio anziché quella liquida ha un doppio vantaggio, uno per l’ambiente e uno per il viaggiatore!

Il vantaggio evidente per l’ambiente è una minore quantità di rifiuti: l’imballaggio di shampoo, saponi, bagnoschiuma e balsami solidi è zero o di dimensioni notevolmente inferiori rispetto alle confezioni in plastica dei prodotti di cosmesi liquidi. Inoltre l’imballaggio della cosmesi solida usa materiali come carta o metallo più facilmente riciclabili.

Il vantaggio per noi viaggiatori è che peso e ingombro dei prodotti di cosmesi solida sono decisamente inferiori rispetto a una quantità equivalente di prodotti liquidi.

Comprare prodotti sfusi

Il marketing ci ha abituato a pasta, riso, latte e altri generi alimentari venduti in confezioni dal design accattivante… ma quasi sempre senza nessuna utilità pratica, utili solo a rendere evidente il nome della marca e a invogliare il consumatore a comprare prodotti di cui magari non ha bisogno.

Ai tempi delle nostre nonne era invece normale vendere prodotti alimentari sfusi. Il packaging altro non era che un cartoccio di carta (la famosa carta da zucchero… chi se la ricorda?) o una bottiglia di vetro che veniva riutilizzata (il pratico ed efficiente sistema del vuoto a rendere).

I moderni bulk stores, negozi dove tutti i prodotti vengono venduti sfusi, segnano il ritorno alle pratiche di buon senso e di efficienza di una volta con un tocco in più di attenzione per il cliente. Sono molto più curati nell’estetica delle bottegucce alimentari di quartiere di una volta e sono anche più attenti alle norme igieniche. Potete fare la spesa in sicurezza usando i vostri contenitori riutilizzabili.

Acquistando nei bulk stores non solo potrete ridurre i rifiuti da voi prodotti eliminando i contenitori usa e getta ma avrete anche il vantaggio di acquistare solo la quantità di prodotto che vi serve. Et voilà, gli sprechi sono evitati!

Anche a Bali potete trovare negozi bulk store. Il primo ad aver aperto è Zero Waste Bali, che ha un negozio principale a Kerobokan e altri pop up shops sparsi sull’isola; ha anche un negozio online con consegne gratuite alle seguenti condizioni:

  • consegne nelle zone di Kerobokan, Umalas, Canggu, Berawa, Pererenan, Denpasar, Sanur e Ubud: importo minimo di spesa 200.000 rupie indonesiane
  • consegne a Nusa Dua, Jimbaran and Uluwatu: importo minimo di spesa 300.000
  • consegne a Jakarta, Bandung e Surabaya: importo minimo di spesa 500.000 rupie e peso inferiore a 1 Kg.

Un altro bulk stores a Bali è Alive Whole Food Store.

Portare a casa i rifiuti

Avete ceduto a comprare una bottiglia di plastica o due? Vi si è rotto il sandalo? Vi sei dimenticati di chiedere il tuo drink senza cannuccia? Se l’albergo o la guesthouse dove alloggi o il bar dove avete consumato l’acqua o il drink non ricicla correttamente questo tipo di rifiuti (il che, purtroppo, è molto probabile) non lasciarli a Bali.

Cannucce, borse e bottiglie di plastica pesano pochissimo e i sandali li avevate già portati con voi quindi potrete facilmente far posto a questi piccoli rifiuti nella vostra valigia del ritorno per portarli a casa e smaltirli nel modo corretto minimizzando l’impatto ambientale. Nel caso delle borsette prima di gettarle continuate a usarle fino a quando non è più possibile farlo.

Vi sembra strano questo consiglio? E perché mai? Portare i rifiuti con sé per smaltirli laddove è possibile farlo è una prassi già nota a chi frequenta da anni i rifugi di montagna. Queste strutture non sono hotel e per la loro particolare posizione hanno difficoltà a smaltire i rifiuti quindi da sempre chiedono agli ospiti di portare i rifiuti a valle. È una buona prassi da far propria non solo in alta quota ma anche in spiaggia!

Riciclare e compostare

Se il vostro soggiorno a Bali è più lungo di una classica vacanza da due settimane, magari perché siete nomadi digitali e volete fermarvi alcuni mesi, è probabile che anziché dormire in hotel avete preso in affitto un appartamento o una villa.

Per smaltire i vostri rifiuti riciclabili rivolgetevi ad aziende private locali che svolgono questo servizio in modo corretto. L’azienda Eco-Bali fondata dall’italiana Paola Cannucciari nel 2006 offre un servizio di raccolta rifiuti differenziata con un secchio per la carta e uno per plastica, vetro e metallo a un prezzo accessibile (a partire da 115.000 rupie indonesiane al mese per un minimo di sei mesi).

La stessa azienda offre anche un kit di compostaggio per i rifiuti organici e ha un negozio online di prodotti riutilizzabili, molti dei quali realizzati con materiali riciclati (ad esempio bicchieri in vetro fatti con bottiglie gettate a terra o tettoie in poliboard, un materiale realizzato a partire da cartoni in tetrapak).

Aiutare Bali stando a casa

E ora ci direte: “Sì, tutto bello, ma io ancora non posso viaggiare quindi non posso fare nulla”. E vi sbagliate di grosso perché potete fare molto anche stando a casa, in due modi.

Uno. Cambiate le vostre abitudini di vita per ridurre il vostro impatto ambientale. Se lo fate già a casa, tutti i giorni, vi verrà molto più facile farlo anche in viaggio (a Bali o in qualsiasi altra destinazione nel mondo).

Due. Potete sostenere con una donazione o con acquisti su e-shop le associazioni ambientaliste indonesiane impegnate in campagne di educazione, raccolta di rifiuti e altre attività che promuovono stili di vita più sostenibili. Tra queste Bye Bye Plastic Bags e Sungai Watch.