L’imperativo 2021 per Liberi nel Mondo è rendere ancora più tangibile il nostro impegno per l’ambiente. Ed eccoci di nuovo a parlare di un problema serio che ha raggiunto dimensioni tali da non poter più essere ignorato: l’inquinamento da plastica.

Dopo il primo articolo dell’anno dedicato alla pulizia delle spiagge di Bali all’alba del primo gennaio 2021 prendiamo nuovamente spunto da un evento di sensibilizzazione locale per riportare l’attenzione su questo argomento.

Stavolta l’evento non si è svolto in una località turistica molto nota come Kuta ma nei paesini galleggianti del Tonle Sap in Cambogia, un mondo che nell’immaginario collettivo è ancora fermo a tradizioni e usanze di un tempo, lontano dalla modernità. Invece anche qui sono arrivati gli eccessi dell’usa e getta con tutte le conseguenze negative che questo comporta per l’ambiente.

L’evento a cui ci riferiamo è la campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento del Tonle Sap che si tiene due volte all’anno, in autunno e all’inizio dell’estate.

Cos’è il Tonle Sap e perché deve essere ripulito dalla plastica

Il Tonle Sap viene spesso definito come il più grande lago del sud est asiatico. Ma questo mondo acquatico che occupa una gran fetta della Cambogia centro-orientale è composto oltre che dal lago da numerosi corsi d’acqua che confluiscono nelle sue acque più un omonimo fiume emissario lungo più di 100 km che si getta nel Mekong.

È un complesso sistema d’acque dolci regolato da precise norme della natura. Durante la stagione monsonica le acque del fiume emissario scorrono in senso opposto facendo innalzare superficie e profondità del lago. A beneficiarne non è solo la zona del lago, che diventa più fertile e più pescosa, ma anche il Mekong, che viene protetto da pericolose inondazioni.

Questo enorme bacino d’acqua dolce ricopre un’importanza fondamentale per il popolo cambogiano. Si tratta di una fonte di sostentamento da cui dipende la vita di moltissime persone, e non a caso il pesce del lago è uno dei piatti cambogiani più conosciuti. Da un punto di vista culturale, la coesistenza di acque e uomini ha dato vita a intere comunità galleggianti, con case, negozi e scuole costruite sull’acqua e collegate tra loro da un sistema di canali perfettamente organizzato. Per noi occidentali i villaggi galleggianti sono un’attrazione di grande fascino.

I danni provocati dai rifiuti di plastica non sono solo estetici. Bottiglie, borsette e altri oggetti in plastica gettati nelle acque del lago e dei fiumi rappresentano una grave minaccia per la biodiversità del Tonle Sap e di conseguenza per la sopravvivenza dei villaggi galleggianti.

Per questo motivo le autorità cambogiane hanno dato il via a campagne di sensibilizzazione per educare gli abitanti del Tonle Sap a non gettare i rifiuti nel lago e a riciclare.

Evento clean-up e altre iniziative contro l’inquinamento da plastica nel Tonle Sap

La più importante di queste campagne è un evento di 4 giorni che si tiene due volte all’anno: in novembre,  quando l’acqua del fiume inizia a ritirarsi), e a giugno, quando il livello dell’acqua torna a innalzarsi. Le persone vengono invitate a pulire le acque dai rifiuti e vengono istruite su come smaltire correttamente i rifiuti, riciclando laddove possibile.

Il responsabile numero uno dell’inquinamento da plastica nel Tonle Sap sono le borsette. Nel 2019 durante la campagna di novembre vennero raccolte 4000 borsette di plastica per un peso complessivo di quasi 200 tonnellate. I numeri della campagna novembre 2020 sono più alti: a un conteggio parziale, a campagna non ancora ultimata, risultarono 5000 borsette per un peso di 250 tonnellate circa.

Sono numeri spaventosi, come lo è la stima di 10 milioni di borsette di plastica usate ogni giorno nella sola Phnom Penh, la capitale della Cambogia.

Incoraggianti sono invece i numeri sulla partecipazione all’evento: 2679 persone hanno partecipato e
2319 hanno attivamente pulito lo spazio antistante le loro case.

È un buon inizio ma questa campagna deve essere supportata da altre iniziative durante tutto l’anno. Nella zona del Tonle Sap più di un milione di persone vive su case galleggianti e hanno un reddito molto basso: non è facile convincerle a non gettare rifiuti per terra o nel lago in mancanza di un sistema di smaltimento e riciclaggio rifiuti gratuito ed efficiente.

Per motivare gli abitanti del Tonle Sap a non gettare la plastica in acqua potrebbe forse essere più efficace una leva di tipo economico. Ad esempio si parla di un’iniziativa basata su uno scambio favorevole per la popolazione: 10 kg di riso donati per ogni 5 kg di plastica portati a un centro di raccolta.

Un’altra iniziativa vede coinvolta l’università giapponese di Okayama, impegnata nello studio di un impianto di riciclaggio della plastica che invogli gli abitanti del Tonle Sap a praticare il riciclaggio. La proposta è quello di costruire un impianto che permetta di generare corrente elettrica attraverso l’uso di pannelli solari. La corrente così generata verrebbe resa disponibile agli abitanti della zona in cambio della plastica da riciclare.

Cosa possiamo fare noi

Se vi capita di essere in Cambogia a novembre e a giugno in una delle province in cui si tiene l’evento di pulizia del Tonle Sap non perdete l’occasione di dare il vostro contributo di ripulire un pezzettino di mondo dalla plastica.

Nell’attesa di poterlo fare all’estero ricordate che potete cambiare le vostre abitudini di vita a casa: questo renderà molto più naturale adottare comportamenti e pratiche sostenibili anche durante i vostri viaggi. Potete trovare consigli utili su come iniziare a rendere più sostenibile la vostra vita quotidiana nel nostro articolo Un nuovo anno di plastica a Bali? Come possiamo fare per evitarlo.