Siamo all’ultima puntata del nostro viaggio alla scoperta dei più bei templi della Birmania e alla prima riga dell’articolo già sappiamo che ci mancheranno tantissimo.

Vorremmo continuare all’infinito a esplorare questi luoghi suggestivi che infondono una pace assoluta. A volte sono capolavori artistici perfettamente conservati, a volte sono poco più che ruderi, ma sono tutti contenitori di storie, leggende, secoli di religiosità e tradizioni. Sarebbe facile andare avanti a lungo: di materiale da esplorare ce n’è un bel po’ perché la Birmania è, non a caso, famosa come il paese delle mille pagode.

Ma ci fermiamo qui, con gli ultimi 5 templi birmani da non perdere.

Golden Rock Pagoda

Kyaiktiyo Pagoda o Golden Rock Pagoda è uno dei templi più famosi della Birmania e compare in tutte le liste delle attrazioni da non perdere di questo paese. Per i buddisti birmani è uno dei 3 luoghi di pellegrinaggio più importanti.

Si tratta di un piccolo stupa dorato che forse non sarebbe diventato così famoso se non fosse per la sua particolarissima collocazione sopra a un’imponente roccia tutta ricoperta di foglie d’oro posta in cima al monte Kyaiktiyo. La roccia, alta 7 metri e larga 15, poggia su una piattaforma rocciosa e per metà della propria circonferenza sporge su uno strampiombo.

Secondo la leggenda a reggere il precario equilibrio di questo enorme masso dorato è un capello del Buddha collocato alla base. Narra la leggenda che il capello fu donato dal Buddha a un eremita, il quale raccontò l’accaduto a un sovrano dotato di magici poteri. Usando questi poteri il sovrano trasportò una roccia dal fondo dell’oceano alla cima del monte per farne un reliquiario.

Che sia veramente il capello del Buddha o sia la posizione a picco su monte a dare l’idea che il tempio possa precipitare da un momento all’altro poco cambia: l’impatto visivo è davvero spettacolare. Un pugno in un occhio di bagliore dorato e di vertiginosa bellezza.

La pagoda sulla roccia d’oro si raggiunge a piedi da Ya Thay Taung, un villaggio a oltre 1000 metri di altitudine situato nello stato del Mon, a circa 200 km da Yangon.

Il percorso a piedi dal villaggio alla cima del monte è lungo circa 1,2 km e presenta alcuni tratti molto ripidi; l’ultimo tratto del pellegrinaggio va compiuto a piedi rigorosamente scalzi. Solo gli uomini possono accedere alle immediate vicinanze della roccia d’oro: secondo le usanze birmane, infatti, le donne devono mantenersi un passo indietro agli uomini.

Si può partire a piedi anche dal villaggio di Kinpun, situato più in basso: in questo la distanza da percorrere è molto più lunga (circa 11 km); è la scelta compiuta dai fedeli più devoti.

Val la pena affrontare il lungo e scomodo viaggio da Yangon a Ya Thay Taung e poi la ripida salita per ammirare un’attrazione unica come la Golden Rock Pagoda. Vi lascerà senza fiato.

Golden Rock Pagoda in Myanmar

Kyauk Kalat Pagoda a Hpa An

Un altro tempio costruito in precario equilibrio su una roccia è la magnifica Kyauk Kalat Pagoda a Hpa An. In questo caso lo scenografico piedistallo è un enorme pinnacolo di roccia calcarea che si innalza dal terreno di una minuscola isola abitata solo da monaci. La base della roccia non è visibile da lontano perché nascosta dalla fitta vegetazione e dagli edifici monastici che sorgono sull’isola. A fare da sfondo a questa immagine incantevole è il maestoso monte Zwegabin.

L’isola sul lago si raggiunge tramite un lungo ponte in legno. I turisti possono accedere tramite una ripida scalinata a circa metà del pinnacolo roccioso… e forse alla vista della precaria scala in legno che porta allo stupa in cima alla roccia non vi dispiacerà dovervi fermare a metà. Da qui non solo vi potrete evitare la vertiginosa scaletta, ma anche godere una bella vista sul lago e sul monte alle spalle.

Questo luogo singolare non è ancora considerato una delle mete top al pari di altri templi più famosi, come Shwedagon, il Monte Popa o la Golden Rock che abbiamo appena visto, ma è molto visitato dai turisti locali e attrae un numero crescente di visitatori internazionali. In zona troverete numerose bancarelle di cibo e di souvenir.

Kyauk Kalat si raggiunge dalla strada principale che collega Hpa An a Mawlamyine.

Kawgun Cave

Restiamo ad Hpa An per andare a vedere un altro tempio collocato in una splendida cornice. In questo caso non si tratta di uno stupa in precario equilibrio ma di un tempio interamente scavato nella roccia delle grotte Kawgun. Incisioni, stucchi colorati e statue raffiguranti temi e simboli della religione decorano le pareti delle caverne; sono presenti anche alcune immagini della religione indù d’origine più antica.

Le caverne sono di piccole dimensioni e poco profonde, ma la combinazione di arte antica e scenario naturale è molto suggestiva.

In anni recenti alla tradizionale funzione religiosa di queste grotte se n’è aggiunta una scientifica. All’interno delle grotte di Kawgun i ricercatori del Smithsonian Conservation Biology Institute’s Global Health Program hanno svolto ricerche sui virus che causano malattie infettive e che possono portare allo sviluppo di pandemie. Nel 2018 dai campioni effettuati in Birmania, grotte di Kawgun comprese, nell’ambito del progetto di ricerca PREDICT Myanmar erano stati individuati due virus della famiglia coronavirus. Stessa famiglia del covid 19, ma quelli (per fortuna) non erano rischiosi.

Anche le grotte Kawgun si raggiungono dalla strada principale che collega Hpa An a Mawlamyine.

Shew Inn Thein Pagoda

Il lago Inle è una delle destinazioni più amate in Birmania: un luogo dove la vita si svolge tutta sull’acqua, a ritmo lento. Una delle attrazioni più visitate in zona è il villaggio Indein, famoso per un mercato itinerante e per un gruppo di antiche pagode di varie forme, dimensioni e stato di conservazione. Alcune sono state restaurate, altre invece sono poco più che un rudere.

Il complesso di Shwe Inn Thein conta più di mille edifici che risalgono ai tempi dell’imperatore indiano Ashoka; al centro del santuario è presente una statua in oro del Buddha. Un pontile collega questo sito a un altro gruppo di pagode, quelle di Nyaung Ohak, purtroppo molte delle quali in rovina.

Il villaggio di Indein si raggiunge in barca navigando lungo lo stretto canale di Inn Thein, lungo 8 km. È una gita affascinante, durante la quale scorreranno sotto i vostri occhi risate e canne di bambù. Attenzione però: si può fare solo durante la stagione delle piogge o in inverno; d’estate il canale il livello dell’acqua è troppo basso per permettere la navigazione.

Shwe Myethman Pagoda

Stanchi del solito Buddha? Andate a vedere un buddha in insolita veste quattr’occhi a Pyay, importante città nella regione di Bago posta sulle rive del fiume Irrawaddy a circa 250 km da Yangon. Qui si trova la Shwe Myethman Pagoda, un tempio noto per una gigantesca statua raffigurante un buddha che indossa un paio di occhiali dalla montatura dorata.

Non è uno dei templi più visitati del paese ma è considerato imperdibile da chi soffre di problemi alla vista. Sarà per il detto “mal comune mezzo gaudio”? In effetti se anche il Buddha ha bisogno degli occhiali chissenefrega se dobbiamo metterceli noi…

La popolazione locale è di altro avviso: non sono poche le persone che giungono a Pyay per pregare il Buddha occhialuto di prevenire o curare problemi di vista. Molti fedeli omaggiano il Buddha con offerte e doni, tra cui non pochi occhiali.

Personalmente non crediamo ai miracoli pertanto non vi invitiamo a visitare questo tempio nella speranza di guarire la vostra miopia o la vostra cataratta. Siamo certe però che il pacato e bonario sorriso di questo buddha dorato infonderà calma nel vostro animo. Il che non fa mai male, che abbiate o meno problemi di vista.

In città e nei dintorni potrete visitare molti altri templi, stupa, pagode… e il viaggio, per chi vuole, può continuare all’infinito!