Oggi il nostro viaggio nei mille templi della Birmania ci porta a Mandalay, una città moderna lungo le sponde del fiume Irrawaddy.

Le sue origini sono recenti (la data di fondazione ufficiale è del 1857) e si presenta come una città dinamica e assai trafficata; i turisti quasi sempre la snobbano perché più interessati a città dalla storia più lunga come Mawalamyine e Myeik. Ma perché non darle un’occhiata?

Situata nel cuore del paese, sulla strada per Bagan, Mandalay fu capitale della Birmania (o meglio del Terzo Impero Birmano) dal 1861 al 1885. Orientarsi in questa grande città è tutto sommato semplice, le cose da vedere non mancano così come le occasioni di relax in riva al fiume. Anche qui il passato coloniale è ancora evidente, e anche il nome Mandalay compare in un celebre testo di Kipling, il premio Nobel britannico che fu la voce dell’imperialismo.

Non è una città che si fa amare a prima vista, ma se le date il tempo di farsi conoscere Mandalay saprà ricompensarvi con magnifiche, e inaspettate, sorprese. Tra queste ci sono alcuni templi, pagode e monasteri da non perdere, in oro o in legno o più spesso tutti e due: scrigni di un pezzo di storia di questo paese affascinante e ancora poco conosciuto.

La pagoda Mahamuni di Mandalay

Il tempio più famoso di Mandalay è la pagoda Mahamuni, una delle più importanti mete di pellegrinaggio di tutta la Birmania. Questa importanza si deve ad una statua del Buddha che è la più venerata del paese… e probabilmente anche la più scintillante!

Oltre a questa celebre statua nel tempio sono conservate sei statue bronzee prese dai templi di Angkor Wat durante le guerre del XV secolo. I fedeli birmani ritengono che due di queste abbiano proprietà curative: basterebbe strofinare la zona della statua corrisponde alla parte del corpo malata per garantirsi la guarigione.

All’interno del tempio è presente un museo che ripercorre la millenaria storia della religione buddista, con una sezione sulla vita del Buddha (dalla nascita in Nepal fino al raggiungimento del Nirvana) e una dedicata alla diffusione del buddismo in Asia. All’esterno invece si trovano numerose bancarelle che vendono incensi, candele e fiori per le offerte alla statua del Mahamuni Buddha.

Essendo uno dei templi più famosi del paese, la pagoda Mahamuni è anche una delle più affollate. Per visitarla in tranquillità potete venire la mattina presto (apre alle sei) oppure nel tardo pomeriggio. Il periodo di maggior affollamento è durante il festival Mahamuni Pagoda che si tiene ogni anno nel mese di febbraio.

La pagoda fu costruita nella seconda metà del Settecento per volontà del re Bodawpaya della dinastia Konbaung.

Il Mahamuni Buddha

La famosa statua conservata all’interno della pagoda Mahamuni raffigura il Buddha nella postura del Bhumisparsha Mudra (“Sottomettendo il demone Mara”), è alta 3,80 metri e pesa più di sei tonnellate. I devoti che accorrono al tempio rendono omaggio al Buddha applicando una foglia dorata (shwe cha) alla statua.

L’accumularsi di foglie dorate una sopra l’altra ha fatto sì che attualmente la statua sia ricoperta da uno strato d’oro di circa 15 cm, tale da rendere quasi irriconoscibile la forma originaria della statua. Ve ne renderete facilmente conto confrontando l’immagine della statua così come la possiamo vedere oggi con le foto scattate più di un secolo fa.

Il lavaggio della statua

Questa scintillante statua è la protagonista di un rituale giornaliero molto famoso, a cui è potete assistere anche voi… se siete disposti ad essere al tempio alle quattro del mattino. È questa l’ora in cui un monaco, assistito da altri monaci più giovani, lava la faccia della statua, denti compresi!

Il rituale viene preso molto seriamente e dura un bel po’, quindi non solo dovrete svegliarvi prestissimo ma anche portare molta pazienza.

Altri templi di Mandalay

Val la pena fermarsi a Mandalay almeno una notte, magari due, e dedicare un po’ di tempo anche agli altri edifici religiosi sparsi per la città.

Shewnandaw

Troverete foglie d’oro anche qui, ma è un altro materiale ad aver reso famoso il monastero Shwenandaw di Mandalay: questo monastero buddista è interamente costruito in legno di teak finemente intarsiato e rappresenta uno dei più fini esempi di arte tradizionale birmana. Si trova a soli 500 metri dal lato nord-orientale del Mandalay Palace, in una zona tranquilla.

Gli elaborati intarsi in legno con cui sono decorate porte, pareti e soffitti raffigurano personaggi della mitologia induista-buddista e alcune scene tratta dai Jataka, una raccolta di racconti in antica lingua Pali che narrano le vite precedenti del Buddha sotto forma di essere umano, animale o vegetale. All’interno il legno è ricoperto da foglie dorate; dorata è anche la statua del Buddha collocata sopra all’altare centrale.

La struttura in legno del tempio faceva originariamente parte del palazzo reale di Amarapura; quando nel 1857 venne costruita una nuova cittadella fortificata a Mandalay (quella che oggi chiamiamo Mandalay Palace) il tempio venne smantellato, trasportato, ricostruito all’interno della cittadella e utilizzato dal sovrano come dimora personale fino alla sua morte avvenuta nel 1880.

La struttura in legno fu nuovamente smantellata e trasportata, questa volta in un luogo ben più vicino (all’esterno della cinta muraria del palazzo): fu in quest’epoca che divenne un monastero.

Monastero Atumashi

Una volta visitato Shewnandaw rimanete in zona e date un’occhiata anche al Monastero Atumashi, il cui nome completo in birmano (Maha Atulawaiyan Kyaungdawgyi) può essere tradotto come “incomparabile Monastero”.

Oggi è difficile immaginare lo splendore di questo monastero nel passato: era uno dei complessi più grandiosi del sud-est asiatico, ma purtroppo venne prima saccheggiato dagli inglesi e poi distrutto da un incendio nel 1890.

Seguì un periodo di totale abbandono, a cui si pose rimedio solo alla fine del Novecento con un restauro piuttosto fedele. Forse per evitare altri incendi, la struttura in legno fu sostituita con muratura.

Hsinbyume Pagoda

A circa 10 km da Mandalay in direzione nord-ovest si trova una splendida pagoda bianca adagiata sulle rive del fiume Irrawaddy. Nota come Hsinbyume Pagoda, il tempio bianco o Mya Thein Tan Pagoda, fu costruita nel 1816 dal principe Bagyidaw per omaggiare la moglie morta dando alla luce un figlio.

Secondo alcune credenze la peculiare struttura di questa pagoda a sette terrazze concentriche doveva rappresentare il Monte Meru, considerato il centro dell’universo nella mitologia induista e buddista. Dalla cima della pagoda si può godere di una splendida vista sul fiume e sul villaggio di Mingun.

La visita alla Hsinbyume Pagoda è un’ottima scusa per una gita in giornata a Mingun. Oltre a questo magnifico tempio potrete vedere altri interessanti siti storici, tutti con un unico biglietto. Il villaggio si può raggiungere in vari modi, ma arrivare in traghetto vi consente di mescolarvi alla gente del posto e osservare il via vai di barche sul fiume.

Kuthodaw Pagoda

Restando in centro a Mandalay il tempio da non perdere è la Kuthodaw Pagoda. Anche questa risale alla metà dell’Ottocento e si trova in prossimità del Mandalay Palace, la cittadella fortificata costruita quando Mandalay divenne la capitale del Terzo Impero Birmano.

Il tempio è famoso per quello che viene chiamato “il libro più grande del mondo“. Dimenticate però carta e copertina: stiamo parlando di 729 stele di marmo su cui sono stati incisi i Tripitaka, i testi sacri del buddismo, ognuna custodita all’interno di un santuario. I 729 santuari, tutti uguali, sono di colore bianco; a questi si aggiunge un 730esimo santuario che custodisce una stele su cui è incisa la storia del complesso.

L’accesso a questo complesso sacro avviene attraverso una porta color oro-ocra; al centro del complesso troneggia una pagoda dorata che si ispira alla celebre Shwedagon Pagoda di Yangon.

Pagoda Kuthodaw a Mandalay

Shwe In Bin Kyaung

Torniamo nella parte sud-occidentale di Mandalay, poco lontani dalla Pagoda Mahamuni, e andiamo a visitare un monastero molto meno famoso: il Monastero Shwe In Bin. Fuori dai principali itinerari turistici, è perfetto per chi vuole un momento di pace e serenità.

Fu costruito nel 1895 per volontà di un mercante cinese ed è interamente realizzato in legno di teak intagliato.